I vincitori 2024
65-Minus Plus Multiply - È un cortometraggio che esplora temi profondi attraverso un linguaggio visivo astratto. Protagonista è una giovane ragazza solitaria che affronta una vita di routine in una città anonima, incontrando persone che influenzano la sua esistenza in modi imprevedibili. Il film inserisce element isimbolici e stilistici: i personaggi sono minimali, i dialoghi essenziali, mentre l’ambiente urbano freddo evidenzia l’isolamento. La colonna sonora, sottile e ambiental,e aggiunge profondità alle immagini. Nel complesso, Minus Plus Multiply è un cortometraggio riflessivo che affascina per la sua estetica visiva anche se talvolta può risultare distante. Medina Idrizi, classe 4B, Istituto Professionale Ruffilli.
38-Dislessia - di Nataša Glišović , mette in scena una ragazza che prova a scrivere un testo, ma per colpa della dislessia confonde le lettere; la “d” la “p” la “b”: per lei sono solo confusione a regista ci invita a riflettere: le persone che non hanno nessun tipo di difficoltà, non comprendono ma chi ha un disturbo di dislessia, di discalculia, veramente sa cosa si prova e quanto non sia per niente facile farlo capire agli altri. Nonostante la musica di sottofondo mi abbia dato fastidio, troppo ossessiva, l'ho scelta perché si parla poco di questa difficoltà o spesso in modo poco chiaro. Questo corto invece ci riesce benissimo! Duua Adil, Scuola Media Palmezzano.
72-In Our Hands - Quanto possiamo modificare la natura che ci circonda? Con le mani possiamo coltivare un fiore o fare una carezza, ma possiamo anche ferire, combattere, inquinare. Eppure c’è speranza anche nella distruzione, come esprime la figura umana che si integra all’animazione. La colonna sonora, che si modifica abbracciando il ballo, colpisce lo spettatore passando da armonie calme e allegre a sonorità decisamente più gravi. Le figure, rappresentate con colori brillanti, contrastano con lo sfondo in bianco e nero, suscitando emozioni conflittuali e ponendo con urgenza la domanda: quanta speranza ci è rimasta? Elena Versari, classe 2°Q Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli.
124_Bent out of shape - diretto da Chloe Merwin nel 2021, è un cortometraggio animato che esplora temi di connessione e crescita personale, con una giovane protagonista e una figura circolare. La storia segue la ragazza (forma quadrata) che incontra la creatura circolare, insegnandole a superare le paure e a scoprire la bellezza della vita attraverso la meraviglia. I personaggi sono ben caratterizzati, mentre l’ambiente riflette le emozioni del viaggio. I dialoghi sono minimali, ma la colonna sonora, amplifica l'impatto emotivo."Bent Out of Shape" è affascinante e trasmette un messaggio profondo. Avrei però gradito una maggiore esplorazione delle motivazioni dei personaggi. Ben Ayed Fatima Istituto Professionale Ruffilli, 4^B Numero cellulare: 3343637527
123- crosswalk Cronos, il tempo misurabile: passato, presente, futuro esistono per tutti noi allo steso modo. Eppure li viviamo in modi diversi, la nostra esistenza appare come una foglia trasportata dalla corrente di un fiume che scorre in eterno, l'aion. L'eternità, la nostra percezione di tempo, che varia, nonostante il tempo lineare non cambi. Per qualcuno puó sembrare un minuto, qualcunaltro un'ora, sebbene vivano lo stesso momento.Serena di Lauro 4^ACH ITT Marconi, Forlí n.telefonico 3515220888
122- little fire Il fiammifero non acceso puó rappresentare l'alienazione e la sensazione di inutilità in un contesto sociale che enfatizza certi obiettivi collettivi. In questo caso la combustione simboleggia il conformismo. Quindi é una metafora per chi non riesce ad aderire a questi parametri. Ma potrebbe anche non voler aderire di proposito, e quindi simboleggiare un'opposizione silenziosa a quella logica portando ad un significato legato all'autenticità.Serena di Lauro 4^ACH ITT Marconi, Forlí n.telefonico 3515220888
121- il matrimonio di Rosaria - Rosaria non ebbe mai la libertà di scegliere il suo destino, il matrimonio fu un obbligo sociale. Si sentiva intrappolata come un pesce, pescato da suo marito, messo su un piatto per essere consumatio dagli altri. Questo senso di soffocamento le portó via ogni ricordo di quel giorno tranne il colore del vestito, poiché ella era solo una giovane ragazza strappata via alla sua vita.Serena di Lauro 4^ACH ITT Marconi, Forlí n.telefonico 3515220888
120- In our hands - realizzato nel 2023 e il protagonista è un ballerino importante nella Repubblica Ceca. Questo film inizia con un ballerino che, oltre a ballare, mima dei disegni che appaiono durante la visione con le mani. Questo film vuole far capire che noi umani stiamo distruggendo il mondo. Il personaggio è un ballerino e in un set fotografico, oltre alla musica in sottofondo, si sente una voce che racconta la storia. Vengono inoltre utilizzati dei disegni di animali e piante per comporre l’animazione. La colonna sonora è molto tranquilla, lenta e rilassante. A me è piaciuto molto, perchè fa pensare a molte cose che noi umani facciamo senza accorgercene. Bardi Giada IP. Ruffilli, 4B 3299610758
119-Diario di un* Razzista è un film del 2024, la regista si chiama Elena Ottavi e la protagonista è Andrea, la voce narrante del monologo. Questo film tratta un argomento molto delicato, il razzismo. La voce di Andrea, la voce narrante, durante il monologo insinua che siamo tutti razzisti, con la convinzione che anche una persona che rispetti le regole convenzionali possa essere razzista. Basta un solo pensiero: le persone “ non-bianche “ ci fanno sentire più insicure rispetto alle altre. Questo film si basa su una voce narrante e vari disegni che rappresentano il film. Non ci sono musiche ma solo vari suoni realistici. A mio parere è un film che va guardato perchè fa riflettere. Enrico Garavelli I.P. Ruffilli 4^B +39 3499247419
118- Umbrella In due minuti questo cortometraggio riesce a mostrare quanta gentilezza e premura c'è in un bambino puro e con un cuore tanto grande e pieno d'amore da preoccuparsi anche per un oggetto inanimato come una statua. Lui gli regala il suo ombrello in segno di affetto e altruismo, pensa che pianga per colpa della pioggia e non vuole entrare in casa all'asciutto sapendo che li fuori c'è qualcuno o qualcosa infreddolito e bagnato. Quando il bambino è dentro casa è felice perchè sa di aver fatto un gesto bello e molto gentile. Questi sentimenti si chiamano empatia e altruismo, sono due cose stupende soprattutto se provate da un bambino. Umbrella è davvero un cortometraggio dolce che riesce a riempirti il cuore di tanta gioia. Emma Stoppa Liceo Artistico e Musicale A.Canova 1^A
117-Minus Plus Multiply Questo cortometraggio mi ha colpito più di tutti poiché narra una tematica della quale, purtroppo, non si parla molto spesso all’interno della società moderna, ovvero la ricerca personale e di guarigione della protagonista, sarebbe molto importante discutere di questi argomenti in particolare per noi adolescenti e giovani adulti, che ancora non sappiamo con certezza che cosa fare della nostra vita e come gestire i nostri stati d’animo ed emozioni. Nel corto vengono utilizzati i contenitori come metafora di luogo sicuro e viene anche esplorata la relazione tra spazio e tempo. Valentini Giulia 3ACH ITTS Guglielmo Marconi Forlì 3392286310
116-DYSLEXYA -by Natasa Glisovic Il cortometraggio vede come protagonista una ragazza che cerca in tutti i modi di ordinare le lettere per capire il significato delle parole che si compongono in modo confusionario intorno a lei. Il cortometraggio in questione vuole trasmettere la vera difficoltà di una persona dislessica nel capire ciò che legge o scrive e che queste difficoltà non derivano dalla pigrizia o stupidità di un soggetto poiché egli si impegna molto per raggiungere le capacità di una persona non affetta da questa problematica. Matteo Faretina 3^A CH dell'I.T.I.S G. Marconi Forlì +39 370 339 4477
115-In Our Hands/ Nelle nostre mani Il cortometraggio riflette sul potere dell’uomo di influenzare il mondo attraverso le sue azioni,spesso senza rendersene conto. Con le nostre mani abbiamo la possibilità di creare e distruggere e molte volte agiamo per comodità, ignorando l’impatto che si può avere sull’ambiente e sugli animali.Il messaggio che si vuole dare è di diventare più responsabili,ricordando che abbiamo il compito di proteggere e preservare la natura. Nicole Flamini classe 3ACH, I.T.T Marconi, Forlì. 3516594029
114-Umbrella/Ombrello Il cortometraggio mostra come un bambino, vedendo una statua bagnarsi sotto la pioggia, con innocenza e bontà decide di coprirla con il suo ombrello agendo con ingenuità e senza distinzioni, neanche verso un oggetto inanimato. Rivela la capacità dei bambini di vedere il mondo con occhi puri e privi di giudizio. Si invità così a riscoprire quella genuina bontà che spesso si perde crescendo. Nicole Flamini classe 3ACH, I.T.T Marconi, Forlì. 3516594029
113- LITTLE FIRE 小火 Little fire è un corto animato che partecipa alla ventunesima edizione del festival Internazionale SEDICICORTO,che si tiene a Forlì dal 4 al 13 Ottobre,è un film proveniente dall’Oriente, più precisamente da Taiwan. Questo cortometraggio racconta della diversità di un fiammifero spento in un mondo di fiammiferi accesi. Riesce nell’intento di trasmettere allo spettatore la tristezza e la solitudine che il povero fiammifero riscontra ogni giorno. il film, seppur breve, mi è piaciuto molto proprio per questo, ma anche perchè, ormai, al giorno d’oggi, al mondo noi diciamo di essere tutti uguali, quando in fondo in fondo, non è così. Per questo è bello riuscire a trovare storie del genere, anche se abbastanza corte. L’opera di Chen Wu (陈武) io la consiglierei alle persone che si sentono diverse dagli altri, a cui piacciono le storie tristi ma emozionanti e che, nel profondo, cercano anche la felicità. Giulia Domenichini, classe 1°D Liceo artistico e musicale “A. Canova”, +39 3534344007.
112- Where are you from? Mi ha colpito molto la grafica, la luce, le ombreggiature, le sfumature, sono davvero ottimali. Il produttore, Juan Cristiani, si è impegnato molto a creare questo cortometraggio rendendolo un capolavoro. Dove gli animali scappano dal loro habitat, dove con il corso del tempo il mondo cambia, la prospettiva, il modo di intendere, di vedere, mentre cambia in minime cose. Sono stata sorpresa per il format, il modo in cui è stato rappresentato ciò è davvero fantastico. Questo cortometraggio ha tenuto attiva la mia attenzione, ha espresso molte emozioni, soprattutto gli animali sono rappresentati benissimo e anche il movimento, e dove si mostra spavento, preoccupazione e amore. Flora Haljilji, classe 1°D Liceo artistico e musicale “A. Canova”
111- Little fire mostra la vita dei fiammiferi il cui scopo è essere accesi fino al loro consumo totale ma uno di loro non si riesce ad accendere , la sua diversità lo esclude dal suo mondo isolandolo dalle abitudini quotidiane. Il fiammifero spento sente la sua diversità come una malattia non curabile condannandolo a una vita solitaria . I colori accesi usati per i fiammiferi mostrano la loro identicità inconfronto al fiammifero spento . La vita di un fiammifero arriva al culmine quando la combustione lo consuma fino allo spegnimento e quindi alla morte ma ciò non avviene per il fiammifero sempre stato spento che la sua diversità lo salverà dalla morte . Mariem mathlouthi 5au liceo classico G.B. Morgagni 3349883105
110-Bent Out of Shape/ Quadratura mentale - Questo cortometraggio mi ha colpita molto in quanto gli si possono dare diverse interpretazioni e la più plausibile secondo me è che ha mostrato chiaramente come i pregiudizi e la “paura” di ciò che è diverso condizionino le persone e i loro atteggiamenti. Però, se si mostra disponibilità ad aprirsi e a confrontarsi con l’altro si può scoprire che non è poi così male, anzi è interessante e a volte anche divertente! Alessia Caminati 5 Au 3914848536
109-"Olympic trash" è un cortometraggio che racconta un'originale visione delle Olimpiadi 2024 in Francia, mostrando palloni di diversi sport che rimbalzano in una discarica, simbolo di degrado e abbandono, mentre vengono distrutte per fare spazio all'evento sportivo. I palloni sono i protagonisti di questa critica, ambientata in un paesaggio di rifiuti che viene messo in contrasto con l'eccellenza olimpica. L'inno nazionale francese e le telecronache sportive rafforzano questo divario tra spettacolo e realtà. Il cortometraggio è potente, con un forte messaggio visivo. L'idea fa riflettere molto e l'ho apprezzato anche per questo. Alessandro Cittadino 3468299253 Istituto Professionale Ruffilli 4°B
108- Crosswalk I attraversamento pedonale - Nonostante possa sembrare un’idea banale o priva di senso, il cortometraggio “Crosswalk” rappresenta in maniera animata un dubbio che molti bambini hanno avuto nella loro infanzia: chi è l’omino verde dentro il semaforo? Come ci arriva? Suscitando forse nello spettatore adulto nostalgia, un senso di inquietudine che rimanda all’infanzia, colpisce nel segno con il finale inaspettato. Ci illustra inoltre in modo dinamico la differenza della percezione del tempo tra le persone, come a ricordarci di non trascorrere tutta la vita aspettando un semaforo. Pietro Maria Piazza, Davide Santucci Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, Classe 2^Q Quadriennale
107-Crosswalk il cortometraggio che ci ha colpite maggiormente è "Crosswalk", realizzato dalla regista Daria Volchok, che ha catturato la nostra attenzione suscitandoci curiosità e interesse. Ci hanno coinvolte particolarmente la frenesia, ma anche gli improvvisi attimi di rallentamento del ritmo narrativo, che secondo noi potrebbero rappresentare i momenti più difficili della vita contrapposti a quelli più veloci che fanno parte della quotidianità. Un altro aspetto positivo consiste nella comicità di tutta la proiezione, in particolare siamo state colte di sorpresa dall’inaspettata rivelazione del finale riguardante l’omino che corre. Giuly Zambianchi (tel. 3889833378) , Martina Pierottini (tel. 3714920798) classe 2Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli - Forlì
106-Crosswalk - è un corto leggero e spiritoso che fa sorridere, ma anche pensare a quando ingenuamente ci chiedevamo chi fosse l’omino che corre tutto il giorno e che se si arrabbia diventa rosso e ferma tutti. Tutti noiosamente fermi e tutti in attesa di ripartire. I rumori della città rallentati, i movimenti, le espressioni, gli sbadigli e i passi tutti bloccati al semaforo rosso. Crosswalk è un corto leggero e spiritoso, ma d’impatto, perché oltre a riflettere sulla percezione del tempo dal punto di vista dei personaggi fermi al semaforo e dell’omino, invita a ragionare sulla percezione individuale del tempo, che a volte scorre troppo velocemente e a volte si ferma troppo a lungo. Sofia Imbroglini, classe 2ºQ Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì (tel. 333 324 1596)
105-Best out of shape mi è piaciuto molto sia per il suo significato, che fa molto impatto pur avendo una narrazione semplice e questo lo rende facile da comprendere. Mi hanno catturato molto la grafica e tutti le forme e i colori utilizzati per descrivere gli stati d’animo dei personaggi. Krystal Nchie Nsesih 3A Liceo artistico A. Canova 3205530047
104-Dyslexia di Natasa Glisovic. Il Video parla di una ragazza alle prese con la dislessia. Prima di parlare della recensione è importante prendere in considerazione che il video è stato creato da una serba,perciò la ragazza nel cortometraggio ha incontrato delle difficoltà in più di quelle che avrebbe incontrato normalmente,infatti la ragazza all'inizio del video e come se non sapesse che ha la dislessia infatti incontra molte difficoltà per colpa della sua disabilità che non sa di avere,allora visto che non è cosciente di questa cosa si da degli standard molto più alti di quello che regge infatti viene "soffocata" dalle parole e quando,più o meno diventa cosciente di avere questa disabilità non vuole dirlo perchè è una debolezza per un paese come la Serbia, allora continua a vivere con questa disabilità senza mai dirlo e fatica e avvolte non c e la fa a coprirla e allora la chiamano pigra e questo gli fa un male indicibile. Solo quando lei accettò questa condizione allora "Ricominciò a respirare" khudykandriy@gmail.com
103-Crosswalk - Passaggio Pedonale - un cortometraggio il cui personaggio principale deve correre per avviare un semaforo, si basa sulla diversa percezione del tempo tra le persone con un obiettivo da completare in tempi differenti. Nel video è presente un clima caotico suscitato dalla corsa, interrotta dall'inquadratura della calma della folla nel mentre aspetta il semaforo verde, dell'omino e della "musica" in sottofondo, cioè il continuo fiatone del protagonista che riesce a far provare allo spettatore una sensazione di ansia e di "poco tempo rimasto". Il messaggio finale viene suggerito proprio dal personaggio principale in corsa contro il tempo, una maratona che potrebbe definire il suo futuro e quello degli altri, i quali si ritroverebbero ad aspettare più del previsto. La percezione del tempo viene quindi colta diversamente dalle persone, le quali sembrano definire la propria e la loro linea temporale. Gift Onyinyechi Chukwueloka Liceo Artistico e Musicale Statale Antonio Canova Forlì 3A +351 021 2322
102-Little Fire è apprezzabile sia nel campo artistico che in quello concettuale. Narra, attraverso metafora, della crescita espressiva di un individuo che prova senso di inadeguatezza in una società che non valorizza la sua 'bellezza' originale e peculiare, ma che preme il consumo dell'essere fino all'annullamento di esso. In scenari immersivi, che trasmettono solitudine e oppressione, Chen Wu ci regala una magnifica occasione di introspezione che ci porta a raggiungere il punto più profondo della nostra identità. Noemi Pannullo Liceo Artistico e Musicale A. Canova 3A 3494219400
101-Minus, Plus and Multiply- ho potuto ancora di più comprendere e vedere, attraverso, la tematica del più, del meno e della moltiplicazione, l'alternarsi di sensazioni di vuoto con quelle in cui ci si sente ingabbiati e oppressi. Queste sensazioni mi ricordano la poesia di William Wordsworth “I Wandered Lonely as a Cloud”. In questa poesia il poeta vaga nella natura con una sensazione di vuoto che lo circonda, però, ad un certo punto, incontra i daffodils, ovvero i gigli gialli e puri che gli permettono di riempire la mente di bei ricordi e quindi di non sentirsi più solo. Francesca Cavazzoni 5AU ‘Liceo classico G.B. Morgagni’ TEL: 3332682086 E-MAIL:fracescacavazzoni06@gmail.com
100-Bent Out of Shape-Il cortometraggio “Quadratura mentale” è estremamente d’impatto e realistico. Mostra come le persone e il contesto che ci circondano influenzino i nostri stati d’animo e le nostre scelte. Più sottile è invece il tema della paura del diverso e del nuovo, che colpisce ancora adesso la nostra società. Il contrasto intelligente tra forme e colori rende il messaggio universale. Serena Soldatelli, 5 AU Liceo G. B. Morgagni, 370 137 4512
99- Per te- Il cortometraggio “Per te” è la lettera d'amore di un padre verso il proprio figlio e rappresenta l'augurio e la speranza che i genitori hanno per i propri figli e più in generale ogni generazione ha per quelle future: un mondo migliore. Assaporando l'innocenza di suo figlio, il padre si distacca per un momento dalla caoticità e dalla distruzione del mondo. Serena Soldatelli, 5 AU Liceo G. B. Morgagni, 370 137 4512
98- Little fire” | piccolo fuoco: Viviamo in un mondo che valorizza determinati valori e chi non li rispetta viene considerato strano. Viene emarginato e inizierà a sentirsi fuori luogo tra i suoi concittadini tutti uguali, monotoni e senza personalità. Io penso che proprio i più emarginati siano i più interessanti, hanno più da raccontare rispetto agli altri ma se la nostra società continuerà a non mutare nessuno li ascolterà. Nessuno ascolta la voce di chi non ha potere ed è questa la croce che porta la nostra malsana società. Questa riflessione contiene 104 parole proprio per valorizzare coloro che più soffrono l’emarginazione sociale, ovvero chi è affetto da disabilità. Simoncelli Asia, 5 AU Liceo G. B. Morgagni 3319536526
97 - Bent out of shape/quadratura mentale - Mi ha colpito la brevità con cui si è rappresentato un concetto così significativo: l’importanza di accettare e accogliere la diversità. L’ho trovato molto realistico perché spesso i bambini non hanno pregiudizi ma sono i genitori a frenarli o a trasmettere loro la paura del diverso. In questo caso invece la bambina è andata oltre il pensiero chiuso della madre e le ha insegnato a non aver paura, creando un nuovo mondo. Il cortometraggio dimostra i limiti dei pregiudizi, che a volte impediscono qualcosa di bello e di nuovo. La paura del diverso è molto diffusa, anche se l’unione e la conoscenza porterebbero ad un miglioramento della vita comune, comportando la nascita di una società in cui l’amore vince. Angelica Strambelli, 5 AU Liceo G. B. Morgagni, 3317977477
96 - Umbrella - La spontaneità e la bontà sono qualità che distinguono i bambini, spesso i loro gesti sono mossi dall’amore e dall’ingenuità. Vedono il mondo con occhi diversi, la loro forte immaginazione rende umano e animato ciò che non lo è. Il piccolo protagonista vede la statua bagnarsi sotto la pioggia e vuole proteggerla dal freddo e dall’acqua, così pensa che il suo piccolo ombrello colorato possa essere la soluzione. Rinuncia all’ombrello, dato che può ripararsi in casa, per proteggere dalla pioggia chi altrimenti non potrebbe, ed è felice per il suo gesto. Queste azioni per i bambini sono naturali e forse banali, semplici per loro ma importanti per l’umanità, che dovrebbe prendere spunto da loro. Angelica Strambelli, 5 AU Liceo G. B. Morgagni, 3317977477
95- Nelle nostre mani - Il cortometraggio parla di quanta influenza possiamo eseverso il mondo in cui viviamo e anche un piccolo gesto fa la differenza. Mi ha colpito perché in questo mondo a nessuno importa delle conseguenze dei propri gesti verso l'ambiente, si pensa sempre che abbiamo molto spazio a disposizione ma non è affatto così; vogliamo sempre avere la supremazia e questo è la causa del riscaldamento globale, dell’estinzione di alcuni animali e delle poche risorse naturali che abbiamo a disposizione. Perugini Sara Liceo Morgagni
94 - Bent out of shape - Il cortometraggio mostra la storia di una madre e di una figlia che conducono una vita monotona e “squadrata”. Una vita sicuramente tranquilla, priva di rischi, nella quale la madre sembra chiudere in una campana di vetro il figlio che tenta di uscire dalla monotonia delle sue giornate. Questo incontra una persona che rappresenta per lui una via d'uscita, capace di cambiare il ritmo della sua vita, ma la madre osteggia ogni suo tentativo di crescita, che nel corso del film è di volta in volta sempre più vicina. Il ragazzo continua a provarci e alla fine ci riesce; la madre, inizialmente spaventata dal cambiamento, vede la nuova luce di suo figlio, ed intenerita cambia forma anche lei. Anna Maria Axente, 5 AU Liceo G. B. Morgagni, 3391517177
93 - Nelle nostre mani - Il cortometraggio parla di quanta influenza possiamo esercitare verso il mondo in cui viviamo e per cui anche un nostro piccolo gesto fa la differenza. Mi ha colpito perché in questo mondo a nessuno importa delle conseguenze dei propri gesti verso l'ambiente, si pensa sempre che abbiamo molto spazio a disposizione ma non è affatto così; vogliamo sempre avere la supremazia e questo è la causa del riscaldamento globale, dell’estinzione di alcuni animali e delle poche risorse naturali che abbiamo a disposizione. Sara Perugini, 5°A Scienze umane del Liceo G. B. Morgagni 3497819909
92- In Our Hands|Nelle nostre mani di Kristián Mensa". Ho scelto di parlarvi di questo corto per vari motivi. Innanzitutto tratta di un tema molto attuale ovvero quello dell'ambiente , infatti noi come esseri umani siamo la causa principale della trasformazione , nella maggioranza dei casi in negativo, del nostro amato pianeta Terra , ma sembra che quasi non ce ne accorgiamo, in seguito anche se breve questo filmato grazie alla sua meravigliosa estetica e lavoro di design è riuscito ad attirare subito la mia attenzione senza farmi distogliere lo sguardo neanche un secondo , davvero avvincente o per meglio dire ipnotizzante , infine ho scelto questo cortometraggio perché mi è sembrato l'unico che è arrivato veramente nel profondo, con il suo grande lavoro grafico , una voce rilassante e le adatte immagini e animazioni è riuscito ha trasmettere un messaggio importantissimo:"Le nostre mani hanno un grande potere, esse possono creare o distruggere, questo potere va utilizzato per il meglio e per modificare il mondo rendendolo un posto migliore". Voto:10/10 Quella del Sedicicorto è stata un'esperienza meravigliosa che auguro a tutti gli studenti di vivere! Erisa Curri , Liceo scientifico Fulcieri indirizzo scienze applicate, 1°E
91- Poong - Il cortometraggio si distingue per la sua narrazione semplice, che si trasforma in una piccola grande avventura. Tutto ha inizio con un gesto familiare: lanciare una pallina da ping pong nel tentativo di farla entrare in un bicchiere. Un gioco che potrebbe sembrare banale, ma in "Poong" diventa l'occasione per esplorare un mondo inaspettato, ricco di sorprese e creatività. Il fallimento iniziale del protagonista, che non riesce nel suo intento, dà il via a una serie di eventi imprevedibili. La pallina, invece di cadere a terra come ci aspetteremmo, diventa il simbolo di una sfida contro le leggi della fisica. Tra rimbalzi esagerati, traiettorie impossibili e momenti di puro stupore, lo spettatore viene catapultato in situazioni che sfiorano il surreale, ma riescono a mantenere una leggerezza e un ritmo coinvolgente. Uno dei punti di forza del corto è la sua abilità nel mantenere alta l’attenzione attraverso il continuo cambiamento di scenari e ostacoli. Ogni nuovo rimbalzo della pallina rappresenta una nuova sfida, un obiettivo da raggiungere, quasi come se il cortometraggio volesse trasmettere un messaggio più ampio: nella vita, anche quando gli obiettivi sembrano sfuggirci, non bisogna mai arrendersi. In conclusione, "Poong" non è solo un cortometraggio su una pallina da ping pong. È una metafora sulla perseveranza, sulla capacità di affrontare gli ostacoli con leggerezza e creatività, e sulla bellezza del percorso, anche quando sembra non portare a nulla. Un piccolo capolavoro che riesce a trasformare un gioco in una riflessione sulla vita,il tutto con un sorriso. Valutazione: 9/10 Studentessa: Islam Oarista Scuola di Provenienza: Liceo Fulcieri Paulucci di Calboli - Classe: 1E
90 - Bent out of Shape - In questo cortometraggio mi è piaciuto molto come la trasformazione della vita monotona, piena di tristezza e di solitudine, di una madre e della figlia, è avvenuta grazie all’arrivo della nuova vicina di casa. Ella porterà a cambiare le vecchie abitudini modificando il loro modo di vedere la realtà, riempiendola di colori e di luce, facendo loro scoprire un nuovo sentimento: la felicità. Bisognerebbe avere sempre il coraggio di cambiare la quotidianità in maniera positiva. Sofia Giardini 5°AU - Liceo Classico Morgagni - Numero di cellulare: 349 789 5302
89 - Little fire mi è piaciuto molto perché è molto toccante e ti fa’ capire anche senza parlare il significato. Mi è piaciuto anche perché mi rispecchiava da bambina, mi sentivo diversa dagli altri però sono riuscita a non sentirmi diversa essendo me stessa. Mi é piaciuto anche il fatto che rappresentano dei fiammiferi accesi per far capire dí più il fatto di non sentirsi a suo agio nella società, questo lo rende più realistico. Aurora Rrotani Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova 1^A 3206014397
88 - QUADRATURA MENTALE - Una famiglia è chiusa in se stessa e nelle sue abitudini perché non ha mai incontrato il “diverso”. L’arrivo della nuova vicina le mostra un mondo nuovo, che sin da subito incuriosisce la figlia, più aperta e curiosa, mentre spaventa la madre. Conoscendo alcuni aspetti della vita della vicina la bambina scopre che per molti aspetti è vantaggiosa, iniziando così a preferirla. La madre però cerca di non far entrare in contatto la vicina con la figlia, ma quest'ultima si ribella e riesce a mostrare alla madre che questo nuovo mondo alla fine non è così male, anzi potrebbe essere migliore del loro. Ciò mostra che i bambini possono cambiare il mondo e il diverso non è sempre negativo. Anna Bonoli, 5 AU Liceo Classico G.B. Morgagni, 3334539132.
87 - Little fire Il cortometraggio affronta la condizione che molti di noi quotidianamente sono chiamati ad affrontare, ovvero la condizione di chi si sente fuori posto in una società che misura il valore tramite criteri di difficile soddisfazione. La società rappresentata diviene una dimensione che valorizza la produttività tramite la figura del “fiammifero che arde”, mentre chi non riesce ad accendersi può sentirsi solo, emarginato, incompreso o addirittura inutile. La pressione di “accendersi” per quel fiammifero è quindi tanta a causa di una società che valorizza “gli uguali” facendo sentire inadeguato chi magari si trova soltanto nel contesto sbagliato. È dunque necessario modificare la propria indole per essere apprezzati in una società che non ci valorizza ma ci stereotipizza e basta? Noemi Grillini, Liceo Classico Morgagni Forlì 5^AU 3368126589
86 - Dislessia - Questo breve video mi ha colpita particolarmente perché, anche se per pochi minuti, riesce comunque a trasmettere un messaggio molto importante, ovvero una condizione che colpisce, in particolare, la capacità di leggere e scrivere. La ragazza cerca di comporre un testo, ma le lettere danzavano sul foglio, rendendole difficile mettere in ordine le idee. Questo le causava ansia e frustrazione e magari certe volte si sentiva anche inferiore ai suoi coetanei. Ma lei cercava di non farsi abbattere da queste insicurezze e ci riprovava ogni volta, perché ognuno ha i suoi tempi e questo non ci deve far sentire inferiori a nessuno. Lungu Marina Daniela - Liceo G.B. Morgagni Scienze Umane 5 AU 3713643367
85 - Dislessia - Questo breve video mi ha colpita particolarmente perché, anche se per pochi minuti, riesce comunque a trasmettere in modo molto efficace una condizione che colpisce, in particolare, la capacità di leggere e scrivere. La ragazza protagonista del cortometraggio cerca di comporre un testo, ma le lettere danzano sul foglio davanti a lei, rendendole difficile mettere in ordine le idee. Questo le causa ansia e frustrazione e magari certe volte si sente anche inferiore ai suoi coetanei. Ma lei cerca di non farsi abbattere da queste insicurezze e ci riprova ogni volta, perché ognuno ha i suoi tempi e questo non ci deve far sentire inferiori a nessuno. Marina Daniela Lungu, 5 AU Liceo G. B. Morgagni 3713643367
84-Monument - Nasciamo sapendo di dover morire, siamo consapevoli che non siamo infiniti, la nostra vita non è l'inizio di un mito di Platone; eppure, quando arriva il momento di dover lasciare andare qualcuno a noi caro, il dolore riesce a sopraffarci. Il pensiero di non poter vedere più qualcuno che amavamo così tanto lascia uno squarcio profondo. È questo che rappresenta la fascia rossa, una ferita questa volta sanata, una cicatrice ormai vecchia da tempo. Il ricordo che ci lacerava dentro diventa una felice nota della nostra vita che ci accompagnerà fino alla fine, finché il ciclo non si ripeterà ancora e ancora. Emma Dall’Agata, 5 AU Liceo G. B. Morgagni - 3403469052
83-nelle nostre mani viene espresso in 4:40 un concetto complesso in modo completo , ma semplice. Ci fa riflettere in modo intenso in pochissimo tempo. Il mondo appartiene a noi, siamo noi che decidiamo il suo destino, ognuno deve fare un passo in più per poter recuperare il tempo perso. Noi abbiamo creato tutto questo per poter migliorare la nostra vita sacrificando ciò che la natura ci ha regalato senza prezzo,ciò che abbiamo sbagliato si è talmente accumulato da rischiare si non poter tornare più indietro. Ciò che ha reso il video più significativo è come ha unito tutti gli elementi, il concetto chiave spiegato in maniera chiara, le immagini intense e specifiche, la musica giusta, tutto insieme crea un contesto molto bello. Alissa Zanuccoli 1A -Liceo artistico e musicale Canova - 353 433 6870
82-Little Fire - “Questo film è per tutti i fiammiferi che non si illuminano non ci sono i fuochi per illuminarsi ma ci sono anche altre cose”. Questa è la frase che riassume un po‘ il film Little Fire e infatti, nella società le persone non sempre più persone ma dei macchinari ogni giorno ripeto le stesse cose per l’avere questo eccesso uscire dalla bocca di altri. Come facciamo a definire se una persona ha successo,avere tanti soldi? Beh Van Gogh è morto per la povertà ma puoi dire che i suoi dipinti sono brutti? Essere famoso? Kafka non voleva nemmeno pubblicare i suoi libri sono stati pubblicati dal suo amico. Quindi avere successo è un titolo che ti danno agli altri,e se tutti vivono per conto loro senza competizione? Sarebbe un approccio antisociale perché viviamo in una società. Quindi questo film è un po’ idealista veramente ce la facciamo a non importare opinioni degli altri? Anche se sei diverso innato ma tu ti devono cercare di entrare in questa società rallenti passo vieni abbandonato. adesso sembra che ti portano una maschera, stanno fingendo e invece quello che non vuole mettere la maschera che dice la verità viene esclusa. comunque questo film little fire di Chenwu È molto interessante secondo me questo film ha l’altro lato cioè diamo troppo importanza e talento e questa cosa ci impedisce di fare quello che ci piace e a volte penso che le persone intorno hanno tutti dei talenti ma non interessarsi del loro impegno. Noi vediamo solo le persone che hanno talento perché sono brillanti ma non ci accorgiamo quante persone normali abbiamo intorno tutti che sono impazziti per talento “ io so di non sapere” veramente riusciamo ad accettare il nostro “Normale”?. Yixuan Jiang - Liceo artistico Antonio Canova 1 D tel.3274971160
81-Where are you from - Il cortometraggio è un potente appello alla coscienza collettiva che ci invita a riflettere sulle nostre azioni quotidiane e sul futuro del pianeta. Attraverso la metafora di una rigogliosa foresta e degli animali che la abitano in tranquillità, il video ci trasporta in un viaggio visivo ed emozionante che mette in luce la bellezza e fragilità della natura. Sin dalle prime scene suggestive, siamo catturati dalla maestosa biodiversità della foresta con alberi secolari, fiori colorati e fauna selvatica che interagiscono in un delicato equilibrio. Tuttavia, man mano che le immagini scorrono, assistiamo a un tragico cambiamento: tronchi abbattuti, sottobosco distrutto e animali privati del loro habitat naturale. L'opera si conclude con una profonda riflessione sull'impatto delle nostre azioni sull'ambiente e sulla necessità di adottare uno stile di vita più sostenibile per preservare la bellezza della natura per le future generazioni. Michelle Salerno, classe 1°D Liceo artistico e musicale “A. Canova” numero di telefono:3890094067
80- Little fire è un corto animato che proviene da Taiwan, è una produzione di Chen Wu e dura all'incirca 4 minuti. Racconta di un mondo in cui le persone sono fiammiferi e uno di loro non può accendersi, di conseguenza si sente sbagliato e solo in una società che valorizza la combustione. Ho apprezzato molto la scelta della musica e dei colori, inoltre ho trovato considerevole l’originalità con cui sono state montate e animate le immagini. A mio parere personale, questo cortometraggio rappresenta una metafora per farci capire che nella società odierna si deve essere tutti uguali, come robot, pensare allo stesso modo e vestirci con lo stesso stile e con le stesse marche, perché se una persona è diversa e non indossa vestiti di marca o non ascolta la stessa musica viene vista inferiore, come se fosse in difetto, e queste persone rimangono sole autoconvincendosi di essere sbagliate. Il cortometraggio, nella sua semplicità, descrive come invece, spesso, l'essere diversi ci porta a vedere le cose da un punto di vista differente ed è più facile trovare la via giusta per noi stessi, se questa viene trovata da noi, anche se ciò, a volte, comporta solitudine e incomprensione. Questo corto di Chen Wu è, a mio giudizio, molto significativo e profondo, se guardato con occhi giusti, può insegnare molte cose, come ad esempio l'accettarsi per quello che siamo, perché prima o poi tutti troveremo la nostra strada, l'importante è ascoltare noi stessi. Nel passato, ad esempio, coloro che erano diversi spiccavano per la loro unicità. Ad esempio Albert Einstein, Van Gogh e Marie Curie, che furono considerati pazzi e strani, mentre erano dei geni. Questo ci insegna che nessuno è “strano” solo perché pensa in modo diverso dalla massa e dovremmo prenderlo in considerazione quando giudichiamo le persone ogni giorno. Lo consiglio a chi vuole provare a vedere le cose con occhi nuovi. Recensione di Matilde Neri, classe 1°D Liceo artistico e musicale “A. Canova” Numero di telefono +39 380 105 3864
79-In Our Hands - In Our Hands di Kristián Mensa è una vera e propria denuncia sociale su come l’uomo sia capace di creare e distruggere allo stesso tempo. Il messaggio è chiaro e diretto grazie non solo alla rappresentazione grafica ma anche all’utilizzo del corpo, in particolare delle mani. La voce fuori campo e l’accompagnamento musicale sottolineano e amplificano l’effetto delle mani e delle immagini. Particolarmente efficace è la scena in cui viene rilasciata la bomba da una “mano-aereo”. Carmen Schiavi, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, classe 2° Q
78-Crosswalk - Crosswalk è un corto leggero e spiritoso che fa sorridere, ma anche pensare a quando ingenuamente ci chiedevamo chi fosse l’omino che corre tutto il giorno e che se si arrabbia diventa rosso e ferma tutti. Tutti noiosamente fermi e tutti in attesa di ripartire. I rumori della città rallentati, i movimenti, le espressioni, gli sbadigli e i passi tutti bloccati al semaforo rosso. Crosswalk è un corto leggero e spiritoso, ma d’impatto, perché oltre a riflettere sulla percezione del tempo dal punto di vista dei personaggi fermi al semaforo e dell’omino, invita a ragionare sulla percezione individuale del tempo, che a volte scorre troppo velocemente e a volte si ferma troppo a lungo. Sofia Imbroglini, classe 2ºQ Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì (tel. 333 324 1596)
77-Crosswalk - Nonostante possa sembrare un’idea banale o priva di senso, il cortometraggio “Crosswalk” rappresenta in maniera animata un dubbio che molti bambini hanno avuto nella loro infanzia: chi è l’omino verde dentro il semaforo? Come ci arriva? Suscitando forse nello spettatore adulto nostalgia, un senso di inquietudine che rimanda all’infanzia, colpisce nel segno con il finale inaspettato. Ci illustra inoltre in modo dinamico la differenza della percezione del tempo tra le persone, come a ricordarci di non trascorrere tutta la vita aspettando un semaforo. Pietro Maria Piazza, Davide Santucci Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì.
76-Crosswalk - Il cortometraggio che ci ha colpite maggiormente è Crosswalk realizzato dalla regista Daria Volchok, che ha catturato la nostra attenzione suscitandoci curiosità e interesse. Ci hanno coinvolte particolarmente la frenesia, ma anche gli improvvisi attimi di rallentamento del ritmo narrativo, che secondo noi potrebbero rappresentare i momenti più difficili della vita contrapposti a quelli più veloci che fanno parte della quotidianità. Un altro aspetto positivo consiste nella comicità di tutta la proiezione, in particolare siamo state colte di sorpresa dall’inaspettata rivelazione del finale riguardante l’omino che corre. Giuly Zambianchi (tel. 3889833378) , Martina Pierottini (tel. 3714920798) classe 2Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli - Forlì
75-THE ANDREA DORIA’S - Il cortometraggio di Jasmine Rose Guerrera grazie al suo impatto e alla sua immediatezza nel parlare del lungo e tormentato viaggio della protagonista in cerca di un nuovo inizio, riflette sull’imprevedibilità della vita e i suoi aspetti positivi e negativi. L’utilizzo della voce narrante originale, appartenente alla protagonista, accostata alla particolare grafica cartoon rappresenta la natura vera di questa storia, sia la tragicità dell’accaduto che la forza di volontà del personaggio nel lasciare la propria casa. La donna, sollecitata dal marito, parte, senza pensare alle possibili conseguenze del difficile viaggio, scampando poi alla fatale tragedia. Possiamo tutti noi cogliere l’attimo, non tenendo conto di altro se non della nostra felicità? Cimatti Dafne (tel. 3714978978) Bravetti Veronica (tel. 3534061437) Liceo Scientifico Statale Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, Classe 2^Q
74-Olympic Trash di Erik Sémashkin - Il cortometraggio lancia un messaggio molto potente su un argomento non abbastanza discusso ma comune a numerosi eventi sportivi, come ad esempio i Mondiali in Qatar del 2022. Potremmo rappresentarlo come un iceberg, di cui la punta è quello che vediamo, mentre, sotto l’acqua si nascondono ambienti e vite rovinate per sempre. Penso inoltre che questo corto abbia un valore aggiunto: il regista è un francese che denuncia in modo provocatorio il suo stesso Paese, lasciando in secondo piano il patriottismo solitamente attribuito al suo popolo. Il messaggio arriva in modo diretto anche grazie all’utilizzo di oggetti reali (i rifiuti di una discarica), che abbattono il “muro di finzione” di solito generato dall’uso delle animazioni. Anna Rosetti classe2°Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calboli di Forlì
73-Olympic Trash - Il cortometraggio Olympic Trash non è di basso livello, ma non è neanche uno dei migliori. La grafica è semplice e realistica, non sono presenti scritte o rappresentazioni in stile cartoon, ma gli oggetti e l’ambientazione, ovvero una specie di discarica, sono realistici. Il messaggio del corto è attuale, ma non è facilmente intuibile nei primi secondi, anche perché tutto rimane, dall’inizio alla fine, abbastanza monotono. Infine la durata del cortometraggio, di circa 3 minuti, è adeguata e non eccessiva, anche se, non essendoci grandi interazioni che attirano particolarmente l’attenzione, per alcuni può risultare noioso già dopo il primo minuto. Alessandro Nesci (tel.351 824 1804) classe 2^Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci de Calboli di Forlì
72-In Our Hands - Quanto possiamo modificare la natura che ci circonda? Con le mani possiamo coltivare un fiore o fare una carezza, ma possiamo anche ferire, combattere, inquinare. Eppure c’è speranza anche nella distruzione, come esprime la figura umana che si integra all’animazione. La colonna sonora, che si modifica abbracciando il ballo, colpisce lo spettatore passando da armonie calme e allegre a sonorità decisamente più gravi. Le figure, rappresentate con colori brillanti, contrastano con lo sfondo in bianco e nero, suscitando emozioni conflittuali e ponendo con urgenza la domanda: quanta speranza ci è rimasta? Elena Versari, classe 2°Q Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, (tel. 3669921210) ***
71-DYSLEXIA - La regista Nataša Glišović, nella realizzazione del cortometraggio “Dyslexia”, mostra notevoli capacità cinematografiche coinvolgendoci e facendoci immedesimare in una persona che soffre del disturbo dislessia. Ci aiuta infatti a comprendere problemi che spesso non ci riguardano, ma dei quali bisognerebbe parlare di più. La ragazza del corto appare frustrata per il fatto di non riuscire a dare un ordine alle lettere e, nel finale, ci invita ad aiutarla senza criticare. Sylvi Cimatti, classe 2°Q Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì
70-Little Fire - È un cortometraggio dall’animazione essenziale che nasconde una potente simbologia legata al fuoco. Vi ho riconosciuto una società che impone lo stesso modo di essere e di comportarsi alle persone, come per esempio la disposizione geometrica e perfetta di fiammiferi accesi, destinati poi a consumarsi sotto le pressioni esterne. Solo l’unico fiammifero spento, che rappresenta chi sceglie di mantenere coscienza di sé anche a costo di apparire diverso e fuori posto, può sbocciare rivelando la propria vera identità e scampando all’ autodistruzione. Virginia Granini, 2°Q - Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì (tel. 370 103 6469)
69- Dislessia di Natasa Glisovic - Il cortometraggio affronta un tema che è stato spesso trascurato o non completamente compreso. Descrive infatti in modo realistico, anche grazie a una rappresentazione grafica molto originale, il mondo visto dagli occhi di un dislessico: le lettere sembrano avvolgerlo, facendolo entrare in stato di frustrazione e confusione. Tuttavia la ragazza riesce a neutralizzare l’assalto delle lettere dimostrando che, con l’aiuto adeguato e il giusto spirito, è possibile superare ogni difficoltà. Riccardo Calabrò (te. 375 588 8294) classe 2^Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì
68-Racist journal - Il corto vorrebbe muovere un’aspra critica alla nostra società denunciandola tacitamente come razzista: peccato che poi di aspro abbia ben poco. E’ un prodotto che tradisce il linguaggio cinematografico utilizzando un supporto visivo inefficace che, nonostante alcune accortezze (come per esempio l’utilizzo di colori complementari per le scritte che accompagnano la voce fuori campo) per me è nel complesso un lavoro inefficace: un monologo che avrebbe sortito gli stessi effetti sul pubblico se fosse stato un articolo di giornale, forse stimolante per alcuni aspetti ma estremamente ridondante per altri. Si dilunga infatti in riflessioni ripetitive e inconcludenti sull’utilizzo della parola “razzista”, ma portando, alla fine, ben pochi argomenti pregnanti e risultando così poco convincente. Teresa Fabbri, classe 2°Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paolucci di Calboli di Forlì (tel.347 669 9723)
67- DIARIO DI UN* RAZZISTA - In quattro minuti mi sono resa conto che siamo quasi tutti razzisti. Che in molti hanno paura del diverso e di ciò che non è familiare. Il problema è che non ce ne rendiamo conto. Ecco, queste paure, derivano da pregiudizi che non ci sono stati insegnati, ma che abbiamo scoperto e imparato crescendo e, come li abbiamo trovati, dovremmo imparare a lasciarli e a superarli andando oltre a ciò che questa società ci ha trasmesso. Come mostra "Racist journal" il primo passo per combattere il razzismo è accorgersi di essere razzisti, in questo modo, nel nostro piccolo, possiamo combattere il razzismo, non solo di razza ma anche di genere o disabilità e distruggere i pregiudizi che abbiamo sviluppato. L'autrice Elena Ottavi ha reso un concetto comune come il razzismo comprensibile a tutti. Diana Valgimigli Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova. Classe 1A
66- Crosswalk, del 2023, diretto da Boris Mashkovtsev, è un cortometraggio intenso che esplora le intersezioni della vita moderna attraverso un personaggio principale molto semplice, un uomo di mezza età. La trama segue un gruppo di persone che si trovano a una striscia pedonale, rivelando le loro storie in un breve ma significativo momento di attesa. L’ ambientazione urbana aggiunge profondità. I dialoghi sono molto realistici, mentre il suono ingrandisce le emozioni. Personalmente, ho apprezzato il corto perché ritrae la “solitudine” e l’aspettare il momento giusto.Ludovica Montrano Istituto Professionale Ruffilli 4B
65-Minus Plus Multiply, è un cortometraggio che esplora temi profondi attraverso un linguaggio visivo astratto.Il protagonista è una giovane ragazza solitaria che affronta una vita di routine in una città anonima, incontrando persone che influenzano la sua esistenza in modi imprevedibili. Il film inserisce elementi simbolici e stilistici: i personaggi sono minimali, i dialoghi essenziali, mentre l’ambiente urbano freddo evidenzia l’isolamento. La colonna sonora; sottile e ambientale aggiunge profondità alle immagini. Nel complesso, Minus Plus Multiply è un cortometraggio riflessivo che affascina per la sua estetica visiva anche se talvolta può risultare distante.Medina idrizi Istituto Professionale Ruffilli 4B
64-Little Fire - In un mondo di fiammiferi, ce n'è uno che non riesce ad “accendersi” e perciò si sente fuori dalla società, dalla regola di una fiamma accesa. Cercando di uniformarsi questo personaggio troverà il suo modo di “accendersi” ed esprimersi. Gli ambienti sono per la maggior parte luoghi quotidiani come un teatro, un appartamento ed un ufficio a volte in contrasto con ambienti surreali che ricordano l’ anime cult “Neon Genesis Evangelion”. La colonna sonora è di musica classica, a mio parere perfetta per questo cortometraggio, alternata a silenzi che ho apprezzato molto. Non ci sono dialoghi ma testi che compaiono durante alcune scene. Questo corto mi è piaciuto molto per il significato. Luca Paganelli - I.P. Ruffilli 4^B
63- The Andrea’s Doria last message è un cortometraggio che esplora la tragedia del transatlantico affondato.La storia segue una donna,sopravissuta all’incidente, che racconta la sua esperienza e le emozioni vissute in quel drammatico momento.La narrazione è intessuta di flashback che mostrano il caos e la lotta per fare il viaggio dei sogni. Dal punto di vista analitico, il cortometraggio riesce a trasmettere un forte senso di ansia e vulnerabilità,utilizzando riprese ravvicinate e una colonna sonora evocativa.La regia è abile nel creare tensione, mentre le interpretazioni dei personaggi sono sincere e toccanti. Personalmente, ho trovato il corto molto coinvolgente; riesce a far riflettere sulla fragilità della vita e sull’importanza della memoria.Un’opera che merita essere vista. Valentini Cristina - Istituto Professionale Ruffilli Settore Grafico Pubblicitario 4B
62- Dislexia - Una ragazza in balia delle parole in costante mutamento con cui, però, non ha altra scelta se non venirci a patti. In Dislexia, si dà una visione della dislessia, in un certo senso, molto violenta, con le lettere gravitano minacciose attorno alla ragazza, spesso, per l'appunto, attaccata e disorientata da questo flusso incontrollato di segni che cambiano costantemente forma e significato. Un flusso che alla fine lei zittisce infilzandone il cuore così, la dislessia, anche qualcosa di vivo, di pulsante, quasi una personalità nella personalità a cui un dislessico deve fare fronte, accettandola e rendendola parte di se. Serena Orsola Moroni Liceo artistico e musicale Forlì Canova 3^A
61- Crosswalk è un cortometraggio che, secondo me, è molto significativo; raffigura un piccolo omino che corre velocemente, a differenza delle altre persone che vanno quasi a rallentatore. Ho apprezzato molto questo cortometraggio perché credo che rappresenti come, per certe persone, la vita vada vissuta sempre “di corsa” , nella paura di non raggiungere i nostri obiettivi, mentre per altre sia proprio tutto il contrario. Elisa Saragoni 3ACH ITTS Guglielmo Marconi Forlì
60- Sofà Love In “Sofà Love” viene rappresentato un gatto che dà un “bacio” alla sua padrona, che a sua volta bacia suo marito, senza sapere però che il micetto, poco prima, aveva deciso di curare la sua igiene personale in un posto un po’ particolare. Oltre che divertente, ho trovato questo cortometraggio anche significativo perché ci fa vedere che, anche dietro alle cose che noi riteniamo banali, possono esserci storie particolari, sia belle che brutte. Elisa Saragoni 3ACH ITTS Guglielmo Marconi Forlì
59-Dislessia. Fin dall'inizio mi ha colpito anche la parte creativa del progetto: un video abbastanza minimalista con un piacevole accompagnamento musicale. Allo stesso tempo l'animazione cerca di spiegare e trasmettere in modo semplice e chiaro ciò che prova una persona dislessica . Credo che questo sia un argomento molto importante di cui bisogna parlare , come di altri problemi di una persona come singolo individuo e questo cortometraggio aiuta a farlo. Siamo tutti diversi e comprendere le percezioni e i problemi che possono avere gli altri ci permette di provare ad aiutare o almeno tenere conto delle difficoltà che può avere una persona ed essere più consapevoli del mondo e delle persone che ci circondano. Hubko Valeriia Liceo artistico e musicale Canova 1A
58- Il piccolo Fuoco (Little Fire) è un cortometraggio che cerca di spiegare i problemi che ogni individuo ha nella società di oggi, per la vita che ognuno è costretto a vivere. Il mondo è vario e ognuno ha le proprie caratteristiche. Tutti sono originali e hanno i propri tempi differente dagli altri e nessuno sarà uguale o migliore degli altri. Diverso è qualcosa che pensiamo che non sia conforme alle aspettative degli altri e non vada bene o non sia considerato positivamente. Nel mondo non esistono due persone perfettamente uguali o simili, le differenze esistono. Penso anche che il cortometraggio sia stato realizzato e disegnato molto bene, con molta cura. Ninuo Zhou - Liceo Artistico e Musicale A. Canova 1A
57-Dyslexia mi è piaciuta molto, perché io mi vedo nella protagonista, anche io sono dislessica. La capisco, perché so che è molto complicato lottare contro queste difficoltà. Quindi adoro questo cortometraggio, è fatto molto, fa capire anche a chi non e dislessico la lotta contro il disturbo. E' bello come hanno disegnato le lettere che cambiano di continuo, la parte più bella è nel finale quando riesce a combattere queste lettere e se ne va felice. è il cortometraggio più bello che abbia mai visto. Zahra Saliu Liceo artistico e musicale canova 1°A
56- Bent out of shape - della regista Chloe Merwin è un cartone, pubblicato nel 2023, semplice, adatto a tutti, non solo per i bambini, con un bel significato. Racconta di una bambina che viveva in una casa con sua mamma, una casa senza gioia, senza belle emozioni.Un giorno arriva una nuova vicina, una persona felice, che cerca fin da subito di fare amicizia con loro, ma la madre sembra non volerne sapere niente, mentre la bambina è affascinata dal suo modo di vivere. La musica e le forme rispecchiano perfettamente la storia aiutando a comprenderne il messaggio: non giudicare mai un libro dalla copertina, ma leggerlo senza pregiudizi e timori. Adele Sansavini classe III D Scuola Secondaria I grado “M. Palmezzano”
55- Olympic Trash - Il cortometraggio Olympic Trash non è di basso livello, ma non è neanche uno dei migliori. La grafica è semplice e realistica, non sono presenti scritte o rappresentazioni in stile cartoon, ma gli oggetti e l’ambientazione, ovvero una specie di discarica, sono realistici. Il messaggio del corto è attuale, ma non è facilmente intuibile nei primi secondi, anche perché tutto rimane, dall’inizio alla fine, abbastanza monotono. Infine la durata del cortometraggio, di circa 3 minuti, è adeguata e non eccessiva, anche se, non essendoci grandi interazioni che attirano particolarmente l’attenzione, per alcuni può risultare noioso già dopo il primo minuto. Alessandro Nesci (tel.351 824 1804) classe 2^Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci de Calboli di Forlì
54- In Our Hands - Quanto possiamo modificare la natura che ci circonda? Con le mani possiamo coltivare un fiore o fare una carezza, ma possiamo anche ferire, combattere, inquinare. Eppure c’è speranza anche nella distruzione, come esprime la figura umana che si integra all’animazione. La colonna sonora, che si modifica abbracciando il ballo, colpisce lo spettatore passando da armonie calme e allegre a sonorità decisamente più gravi. Le figure, rappresentate con colori brillanti, contrastano con lo sfondo in bianco e nero, suscitando emozioni conflittuali e ponendo con urgenza la domanda: quanta speranza ci è rimasta? Elena Versari, classe 2°Q Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, (tel. 3669921210) ***
53-DYSLEXIA - La regista Nataša Glišović, nella realizzazione del cortometraggio “Dyslexia”, mostra notevoli capacità cinematografiche coinvolgendoci e facendoci immedesimare in una persona che soffre del disturbo dislessia. Ci aiuta infatti a comprendere problemi che spesso non ci riguardano, ma dei quali bisognerebbe parlare di più. La ragazza del corto appare frustrata per il fatto di non riuscire a dare un ordine alle lettere e, nel finale, ci invita ad aiutarla senza criticare. Sylvi Cimatti, classe 2°Q Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì
52-Little Fire - È un cortometraggio dall’animazione essenziale che nasconde una potente simbologia legata al fuoco. Vi ho riconosciuto una società che impone lo stesso modo di essere e di comportarsi alle persone, come per esempio la disposizione geometrica e perfetta di fiammiferi accesi, destinati poi a consumarsi sotto le pressioni esterne. Solo l’unico fiammifero spento, che rappresenta chi sceglie di mantenere coscienza di sé anche a costo di apparire diverso e fuori posto, può sbocciare rivelando la propria vera identità e scampando all’ autodistruzione. Virginia Granini, 2°Q - Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì (tel. 370 103 6469)
51- Dislessia di Natasa Glisovic - Il cortometraggio affronta un tema che è stato spesso trascurato o non completamente compreso. Descrive infatti in modo realistico, anche grazie a una rappresentazione grafica molto originale, il mondo visto dagli occhi di un dislessico: le lettere sembrano avvolgerlo, facendolo entrare in stato di frustrazione e confusione. Tuttavia la ragazza riesce a neutralizzare l’assalto delle lettere dimostrando che, con l’aiuto adeguato e il giusto spirito, è possibile superare ogni difficoltà. Riccardo Calabrò (te. 375 588 8294) classe 2^Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì
50- Racist journal - Il corto vorrebbe muovere un’aspra critica alla nostra società denunciandola tacitamente come razzista: peccato che poi di aspro abbia ben poco. E’ un prodotto che tradisce il linguaggio cinematografico utilizzando un supporto visivo inefficace che, nonostante alcune accortezze (come per esempio l’utilizzo di colori complementari per le scritte che accompagnano la voce fuori campo) per me è nel complesso un lavoro inefficace: un monologo che avrebbe sortito gli stessi effetti sul pubblico se fosse stato un articolo di giornale, forse stimolante per alcuni aspetti ma estremamente ridondante per altri. Si dilunga infatti in riflessioni ripetitive e inconcludenti sull’utilizzo della parola “razzista”, ma portando, alla fine, ben pochi argomenti pregnanti e risultando così poco convincente. Teresa Fabbri, classe 2°Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paolucci di Calboli di Forlì (tel.347 669 9723)
49-In Our Hands - di Kristián Mensa è una vera e propria denuncia sociale su come l’uomo sia capace di creare e distruggere allo stesso tempo. Il messaggio è chiaro e diretto grazie non solo alla rappresentazione grafica ma anche all’utilizzo del corpo, in particolare delle mani. La voce fuori campo e l’accompagnamento musicale sottolineano e amplificano l’effetto delle mani e delle immagini. Particolarmente efficace è la scena in cui viene rilasciata la bomba da una “mano-aereo”. Carmen Schiavi, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, classe 2° Q
48- Crosswalk - è un corto leggero e spiritoso che fa sorridere, ma anche pensare a quando ingenuamente ci chiedevamo chi fosse l’omino che corre tutto il giorno e che se si arrabbia diventa rosso e ferma tutti. Tutti noiosamente fermi e tutti in attesa di ripartire. I rumori della città rallentati, i movimenti, le espressioni, gli sbadigli e i passi tutti bloccati al semaforo rosso. Crosswalk è un corto leggero e spiritoso, ma d’impatto, perché oltre a riflettere sulla percezione del tempo dal punto di vista dei personaggi fermi al semaforo e dell’omino, invita a ragionare sulla percezione individuale del tempo, che a volte scorre troppo velocemente e a volte si ferma troppo a lungo. Sofia Imbroglini, classe 2ºQ Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì (tel. 333 324 1596)
47- Crosswalk - Nonostante possa sembrare un’idea banale o priva di senso, il cortometraggio “Crosswalk” rappresenta in maniera animata un dubbio che molti bambini hanno avuto nella loro infanzia: chi è l’omino verde dentro il semaforo? Come ci arriva? Suscitando forse nello spettatore adulto nostalgia, un senso di inquietudine che rimanda all’infanzia, colpisce nel segno con il finale inaspettato. Ci illustra inoltre in modo dinamico la differenza della percezione del tempo tra le persone, come a ricordarci di non trascorrere tutta la vita aspettando un semaforo. Pietro Maria Piazza, Davide Santucci Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì.
46- Crosswalk - Il cortometraggio che ci ha colpite maggiormente è Crosswalk realizzato dalla regista Daria Volchok, che ha catturato la nostra attenzione suscitandoci curiosità e interesse. Ci hanno coinvolte particolarmente la frenesia, ma anche gli improvvisi attimi di rallentamento del ritmo narrativo, che secondo noi potrebbero rappresentare i momenti più difficili della vita contrapposti a quelli più veloci che fanno parte della quotidianità. Un altro aspetto positivo consiste nella comicità di tutta la proiezione, in particolare siamo state colte di sorpresa dall’inaspettata rivelazione del finale riguardante l’omino che corre. Giuly Zambianchi (tel. 3889833378) , Martina Pierottini (tel. 3714920798) classe 2Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci di Calboli - Forlì
45- THE ANDREA DORIA’S LAST MESSAGE - Il cortometraggio di Jasmine Rose Guerrera grazie al suo impatto e alla sua immediatezza nel parlare del lungo e tormentato viaggio della protagonista in cerca di un nuovo inizio, riflette sull’imprevedibilità della vita e i suoi aspetti positivi e negativi. L’utilizzo della voce narrante originale, appartenente alla protagonista, accostata alla particolare grafica cartoon rappresenta la natura vera di questa storia, sia la tragicità dell’accaduto che la forza di volontà del personaggio nel lasciare la propria casa. La donna, sollecitata dal marito, parte, senza pensare alle possibili conseguenze del difficile viaggio, scampando poi alla fatale tragedia. Possiamo tutti noi cogliere l’attimo, non tenendo conto di altro se non della nostra felicità? Cimatti Dafne (tel. 3714978978) Bravetti Veronica (tel. 3534061437) Liceo Scientifico Statale Fulcieri Paulucci di Calboli di Forlì, Classe 2^Q
44- Olympic Trash” di Erik Sémashkin - Il cortometraggio lancia un messaggio molto potente su un argomento non abbastanza discusso ma comune a numerosi eventi sportivi, come ad esempio i Mondiali in Qatar del 2022. Potremmo rappresentarlo come un iceberg, di cui la punta è quello che vediamo, mentre, sotto l’acqua si nascondono ambienti e vite rovinate per sempre. Penso inoltre che questo corto abbia un valore aggiunto: il regista è un francese che denuncia in modo provocatorio il suo stesso Paese, lasciando in secondo piano il patriottismo solitamente attribuito al suo popolo. Il messaggio arriva in modo diretto anche grazie all’utilizzo di oggetti reali (i rifiuti di una discarica), che abbattono il “muro di finzione” di solito generato dall’uso delle animazioni. Anna Rosetti classe2°Q, Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci Di Calboli di Forlì
43-QUADRATURA MENTALE Una famiglia è chiusa in se stessa e nelle sue abitudini perché non ha mai incontrato il “diverso”.
L’arrivo della nuova vicina le mostra un mondo nuovo, che sin da subito incuriosisce la figlia, più aperta e curiosa, mentre spaventa la madre.
Conoscendo alcuni aspetti della vita della vicina la bambina scopre che per molti aspetti è vantaggiosa, iniziando così a preferirla.
La madre però cerca di non far entrare in contatto la vicina con la figlia, ma quest'ultima si ribella e riesce a mostrare alla madre che questo nuovo mondo alla fine non è così male, anzi potrebbe essere migliore del loro.
Ciò mostra che i bambini possono cambiare il mondo e il diverso non è sempre negativo.Anna Bonoli, 5 AU Liceo Classico G.B. Morgagni
42-Little fire mi è piaciuto molto perché è molto toccante e ti fa’ capire anche senza parlare il significato. Mi è piaciuto anche perché mi rispecchiava da bambina, mi sentivo diversa dagli altri però sono riuscita a non sentirmi diversa essendo me stessa. Mi é piaciuto anche il fatto che rappresentano dei fiammiferi accesi per far capire dí più il fatto di non sentirsi a suo agio nella società, questo lo rende più realistico.Aurora Rrotani. Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova 1^A
41-Bent out of Shape in questo cortometraggio mi è piaciuto molto come la trasformazione della vita monotona, piena di tristezza e di solitudine, di una madre e della figlia, è avvenuta grazie all’arrivo della nuova vicina di casa. Ella porterà a cambiare le vecchie abitudini modificando il loro modo di vedere la realtà, riempiendola di colori e di luce, facendo loro scoprire un nuovo sentimento: la felicità. Bisognerebbe avere sempre il coraggio di cambiare la quotidianità in maniera positiva. Sofia Giardini 5°AU Liceo Classico Morgagni
39. Poong. Il cortometraggio "Poong" si distingue per la sua narrazione semplice, che si trasforma in una piccola grande avventura. Tutto ha inizio con un gesto familiare: lanciare una pallina da ping pong nel tentativo di farla entrare in un bicchiere. Un gioco che potrebbe sembrare banale, ma in "Poong" diventa l'occasione per esplorare un mondo inaspettato, ricco di sorprese e creatività.Il fallimento iniziale del protagonista, che non riesce nel suo intento, dà il via a una serie di eventi imprevedibili. La pallina, invece di cadere a terra come ci aspetteremmo, diventa il simbolo di una sfida contro le leggi della fisica. Tra rimbalzi esagerati, traiettorie impossibili e momenti di puro stupore, lo spettatore viene catapultato in situazioni che sfiorano il surreale, ma riescono a mantenere una leggerezza e un ritmo coinvolgente.Uno dei punti di forza del corto è la sua abilità nel mantenere alta l’attenzione attraverso il continuo cambiamento di scenari e ostacoli. Ogni nuovo rimbalzo della pallina rappresenta una nuova sfida, un obiettivo da raggiungere, quasi come se il cortometraggio volesse trasmettere un messaggio più ampio: nella vita, anche quando gli obiettivi sembrano sfuggirci, non bisogna mai arrendersi.In conclusione, "Poong" non è solo un cortometraggio su una pallina da ping pong. È una metafora sulla perseveranza, sulla capacità di affrontare gli ostacoli con leggerezza e creatività, e sulla bellezza del percorso, anche quando sembra non portare a nulla. Un piccolo capolavoro che riesce a trasformare un gioco in una riflessione sulla vita, il tutto con un sorriso. Islam Oarista. : Liceo Fulcieri Paulucci di Calboli Classe: 1E
38 "DISLESSIA” di Nataša Glišović , mette in scena una ragazza che prova a scrivere un testo, ma per colpa della dislessia confonde le lettere; la “d” la “p” la “b”: per lei sono solo confusione a regista ci invita a riflettere: le persone che non hanno nessun tipo di difficoltà, non comprendono ma chi ha un disturbo di dislessia, di discalculia,veramente sa cosa si prova e quanto sia per niente facile farlo capire agli altri. Nonostante la musica di sottofondo mi abbia dato fastidio, troppo ossessiva, l'ho scelta perché si parla poco di questa difficoltà o spesso in modo poco chiaro.Questo corto invece ci riesce benissimo! DUAA ADIL
37 CROSSWALK il cortometraggio “CROSSWALK”, un cartone animato di genere comico del 2023, racconta di una persona assorta nella corsa che cerca di arrivare in tempo al lavoro. I colori, sfumature di allegria, presenti in tutte le scene, variano in base al colore del semaforo; gli effetti sonori catturano lo spettatore, facendolo sentire parte della scena. Il corto del regista Boris Markovtsev trasmette emozioni positive e un messaggio, che può sembrare scontato, ma non lo è: "Prima il dovere poi il piacere” ; è utilissimo a scuola, al lavoro, nella vita! Samuele Altini
36 OUR HANDS Il corto IN OUR HANDS mi è piaciuto tanto perché parla della natura ricca di animali e piante che oggi noi uomini e donne stiamo distruggendo. Unendomi al regista, voglio mandare un messaggio: assolutamente non dobbiamo non inquinare né le spiagge ma neanche le foreste e l’aria perché tutto il nostro pianeta con le sue specie viventi ne soffre. Inoltre la natura si rivolterà contro di noi come sta già capitando negli Stati Uniti con il tornado Milton, tanto violento per colpa della nostra poca cura delle esigenze degli ambienti naturali. Alessio Camorani
35 Olympic Trash. Il cortometraggio che mi è piaciuto di più è Olympic Tra ambientato in una discarica francese, eliminata per far spazio a campi da gioco da utilizzare durante le Olimpiadi parigine dello scorso agosto. I protagonisti del corto sono proprio i rifiuti, che “scendono in campo” a giocare.e Il regista sembra voler sdrammatizzare sul problema dell’inquinamento, facendoci divertire, ma in realtà il messaggio è molto forte: il nostro comportamento nei confronti del pianeta è assolutamente da modificare. Luca Casamenti
34 Monument”, animato e scritto dai registi Sijia Zheng e Jiaxi Wu. ha come protagonisti una mamma e un figlio. La mamma indossa una tuta militare con un fucile legato alla schiena e mostra una faccia cupa, il bambino. Come tutti i bambini, è spensierato e felice e rincorre un bella farfalla, mentre la mamma pianta un albero per seppellire il ricordo di qualcuno a lei caro a cui porta regolarmente un fascio di fiori. Dopo un po’ di anni, il bambino e l'albero sono cresciuti e un giorno mentre i due, come abitualmente, si recano a offrire fiori al iniziano a sentire degli spari, delle esplosioni.Da questo momento è il ragazzo che, con le lacrime agli occhi, pianta un albero, e poi un'altro e un'altro ancora e ancora un altro…. accompagna la scena una musica triste in sottofondo. La guerra non finisce mai e ogni giorno continua a rovinare tutto: famiglie, edifici, paesaggio e L’invito è a non farla mai più! MATTEO DAVOLIO
33 IN OUR HANDS il cortometraggio “In our hands” del regista è Kristiàn Mensa invita,attraverso delle animazioni,a riflettere sul nostro impatto sul pianeta e su come abbiamo rovinato nel corso dei secoli la bellezza della natura. il titolo “In our hands”, il futuro è nelle nostre mani, coincide con il messaggio.Un messaggio che sentiamo e risentiamo ogni giorno, ma al quale purtroppo nessuno dà importanza: Il futuro è nelle nostre mani, verità che nessuno di noi vuole accettare, significa che, se il mondo va a rotoli, è colpa di tutti e non di nessuno. Aldo Farruku
32 Bent out shape girato da Chloe Merin negli Usa, racconta la storia di una donna e della sua bambina. Entrambe hanno la testa e il corpo di forma quadrata, così come tutto il mondo che le circonda. Entrambe sono tristi e annoiate della loro vita sempre uguale, finché un giorno nella casa di fianco alla loro si trasferisce una ragazza gioiosa e allegra, che grazie al suo buonumore trasforma le due donne e il mondo che le circonda in una realtà allegra e colorata, liberandole da paure interiori e pregiudizi verso gli estranei. Il messaggio è quello di superare gli ostacoli e le barriere che ci separano gli uni dagli altri, perché siamo tutti uguali, tutti desiderosi di relazioni armoniche. Emma Frassineti
31 BENT OUT OF SHAPE. diretto nel 2023 dalla regista americana Chloe Merwin, è un cartone animato semplice da capire. Racconta di una ragazza che vuole fare amicizia con la sua nuova vicina di casa, una ragazza molto gioiosa e colorata, ma non le è permesso da sua mamma, che teme il contatto e costruisce muri per dividerli, ma la figlia non si arrende scavalca il muro e la ragazza la invita, la mamma non glielo permette e la figlia disobbedisce e qualcosa di straordinario accade, la figlia fa cambiare idea alla mamma e il quartiere diventarono più colorati. Il messaggio del corto è: “Non andare nella strada sbagliata con persone sbagliate”. Ni Elisa
30 Bent Out Of Shape. Il cortometraggio che ho scelto è Bent Out Of Shape, della regista Chloe Marwin, racconta di una bambina che vive con sua madre. Un giorno arriva una nuova vicina,una ragazza vivace e piena di allegria.Questa ragazza cerca in tutti i modi di far conoscenza con la bambina,ma la madre glielo evita, per paura che possa succederle qualcosa di brutto.Un giorno però la bambina si impone e va a conoscere la ragazza; questa relazione rallegrerà sia la ragazzina sia la madre. Il messaggio? Soprattutto noi ragazzi dobbiamo vivere la nostra a vita, ovviamente ognuno con i propri tempi, senza dipendere dagli adulti che a volte, anche se è per il nostro bene, ci precludono il rapporto con il mondo. Anita Ravaioli
29 DYSLEXIA della regista serba, Nataša Glišović mette in scena una ragazza dislessica che prova a scrivere “dear” sulla terra, ma le lettere iniziano a spostarsi e ad “aggredirla” . Nella testa di una persona dislessica anche scrivere una semplice parola diventa un’azione complicata. Essere dislessici non significa però essere inferiori o meno intelligenti, ci ricorda in modo chiaro e semplice questo corto. Vittoria Verzino
28 Monument. prodotto nel 2024 dai registi Jiaxi e Sijia, è un filmato di genere drammatico, che propone un messaggio molto importante per i nostri giorni.Il corto racconta di una soldata in guerra, che per ogni soldato morto pianta un albero che lo ricordi. La donna è sempre accompagnata da suo figlio, ma a un certo punto iniziano i bombardamenti e moltissimi soldati muoiono. Intanto il figlio è cresciuto e segue le orme di sua madre, continuando a piantare alberi, per ricordarli tutti. Il messaggio è: non dimenticare mai le persone che ti hanno preceduto, e impegnati sempre per un mondo migliore. Luca Andreola
27 MONUMENT il corto Monument, girato nel 2024 da Sijia e Jiaxi,racconta di una donna che vivendo in un periodo di guerra, per ogni caduto pianta un albero e a ciascuno porta dei fiori. La donna, accompagnata da suo figlio, per anni cura gli alberi piantati, ma la guerra non termina mai. Si vede poi il figlio che manda avanti la tradizione materna e alla fine tutti gli alberi che indicano i morti di guerra. il cortometraggio è di genere drammatico: invita a riflettere sull’orrore, il dramma della guerra e al desiderare la pace.A me è piaciuto molto perché era molto bello il messaggio e la storia aveva una grafica molto interessante.ENRICO GIACOMUZZI
26- In our hands - Questo film si intitola “In our hands” e il regista è Kristian Mensa, realizzato nel 2023 e il protagonista è un ballerino importante nella Repubblica Ceca. Questo film inizia con un ballerino che, oltre a ballare, mima dei disegni che appaiono durante la visione con le mani. Questo film vuole far capire che noi umani stiamo distruggendo il mondo. Il personaggio è un ballerino e in un set fotografico, oltre alla musica in sottofondo, si sente una voce che racconta la storia. Vengono inoltre utilizzati dei disegni di animali e piante per comporre l’animazione. La colonna sonora è molto tranquilla, lenta e rilassante. A me è piaciuto molto, perchè fa pensare a molte cose che noi umani facciamo senza accorgercene. Bardi Giada IP. Ruffilli, 4B
25- Diario di un* Razzista - Questo film si chiama “ Diario di un* Razzista “ ed è un film del 2024, la regista si chiama Elena Ottavi e la protagonista è Andrea, la voce narrante del monologo. Questo film tratta un argomento molto delicato, il razzismo. La voce di Andrea, la voce narrante, durante il monologo insinua che siamo tutti razzisti, con la convinzione che anche una persona che rispetti le regole convenzionali possa essere razzista. Basta un solo pensiero: le persone “ non-bianche “ ci fanno sentire più insicure rispetto alle altre. Questo film si basa su una voce narrante e vari disegni che rappresentano il film. Non ci sono musiche ma solo vari suoni realistici. A mio parere è un film che va guardato perchè fa riflettere. Enrico Garavelli I.P. Ruffilli 4^B
24 Bent out of shape/ Quadratura mentale Una storia che tratta di come la positività può essere contagiosa e infondere colore alla vita. Racconta di una madre e di un figlio entrambi quadrati che vivono in modo monotono, squadrato e noioso. Fino a quando nella casa vicina si trasferisce una nuova fanciulla solare, allegra e rotondeggiante. La positività della nuova ragazza risulta essere coinvolgente e trascinante per il ragazzo. La madre sente minacciato il suo piccolo mondo ed è contrariata. Il film illustra come la diversità e le differenze di ognuno di noi attraverso la conoscenza e la convivialità possono essere un’opportunità e una risorsa per aprire le nostre menti ed arricchire la nostra personalità. Elisabetta lombini CLASSE 4^C AFM ITE MATTEUCCI
23 Where are you from | Da dove vieni è un cortometraggio che è in grado di catturare in modo toccante e visivamente coinvolgente il fragile equilibrio tra il mondo naturale e l’impatto umano sugli ambienti naturali.Con l’aiuto di una narrazione diretta ma potente, al pubblico viene mostrata la bellezza e la grandiosità della natura, rappresentata dai giardini fioriti e dagli animali selvaggi che abitano in modo armonico i loro habitat. Tuttavia, questo equilibrio viene rapidamente spezzato dalle azioni dell’uomo: deforestazione, inquinamento e sfruttamento delle risorse. Il cortometraggio non offre un bel lieto fine.La conclusione mette in luce l’urgenza di agire, lasciando gli spettatori con una sensazione di responsabilità e preoccupazione del futuro. Con una colonna sonora emozionante e un ritmo che alterna momenti di contemplazione a scene di forte impatto, il cortometraggio stimola un pensiero profondo sulle nostre responsabilità nei confronti del pianeta. Il messaggio finale è molto chiaro: “La Terra sta soffrendo e il tempo per agire è ora”. Monica Montanari CLASSE 4^C AFM ITE MATTEUCCI
22 Bent out of shape/ Quadratura mentale Il cortometraggio del cambiamento. Elaborato di Chloe Merwin che ci illustra la vita di una madre e del figlio, entrambi di forma quadrata, che vivono in un mondo altrettanto squadrato, buio e dominato dalla monotonia. La storia è destinata a cambiare con l’arrivo della vicina, che irradia una luce distinta e unica accompagnata da un brillante sorriso e vivacità. Il figlio, incuriosito, prova ad avvicinarsi a questa nuova realtà ma viene ripetutamente fermato dalla madre, che non si rende conto di essere rimasta avvolta nell’illusione di una verità ormai mutata. Nel finale vediamo come per amore del proprio bambino anche la mamma si lascia trasportare nelle calde braccia del cambiamento. Ciò che è nuovo può spaventarci. Questo perché siamo così radicati nelle nostre abitudini, che una deviazione dal nostro percorso fa nascere in noi un senso di vuoto, di paura, di smarrimento. La diversità a volte risulta difficile da accettare, poiché diverso frequentemente è visto come sbagliato, con conseguente incapacità di adattarci alla varietà che ci circonda. Io credo però che siano le sfumature che caratterizzano ciascuno, a rendere il nostro mondo completo, incantevole, proprio perché vario. Difatti, se osservassimo con più attenzione, ci accorgeremmo che sono gli abbinamenti più inaspettati a trasformare i dipinti in capolavori. Angela Costan CLASSE 4^C AFM ITE MATTEUCCI
21 Racist journal - Diario di un* razzista - E’ un cortometraggio potente e provocatorio perché tratta di un argomento attuale, ossia il razzismo. Il/La ragazz* attraverso un monologo interiore ammette di essere razzista, pensa di venir considerata* pazz* da chi la sta ascoltando perché per l*i nessun “bianco che si rispetti” direbbe di essere razzista ad alta voce, solo i cattivi sono razzisti, ma l*i dice di non esserlo, perchè fa varie azioni considerate “buone” dalla società odierna, come fare la raccolta differenziata oppure far sedere le persone anziane in autobus, ciò ci porta a riflettere sui preconcetti e sui pregiudizi che spesso portiamo con noi, senza nemmeno rendercene conto. Nessuno ora ammetterebbe di essere razzista perché per l*i viviamo in una società troppo incentrata sul rispetto reciproco, aperta mentalmente e politicamente corretta. Durante il cortometraggio pone domande ai suoi ascoltatori, cercando di far riflettere le persone su questo argomento molto complesso, ma allo stesso tempo attuale. Nonostante il suo razzismo però l*i esprime di non voler essere trattata da persona “nera”, particolare totalmente opposto al suo discorso. Questo cortometraggio mi ha colpito profondamente perché i pregiudizi sono tuttora presenti nella nostra cultura e nella nostra società e possono essere difficili da eliminare, oltre a ciò però sono mi sono irritata quando il protagonista generalizza sulle persone “nere”. Questo generalizzare lo trovo anche molto spesso nel quotidiano dove “si fa di tutto l’erba un fascio”. Questo cortometraggio mira a mettere in discussione le nostre idee e ci invita ad iniziare a lottare contro queste discriminazioni per costruire una società senza pregiudizi cominciando questo da noi stessi. Per me il razzismo è anche sinonimo di ignoranza ovvero una persona che ignora che esistano persone diverse da lui, ma non inferiori. ANNA BACCI CLASSE 4^C AFM ITE MATTEUCCI
20 Where are you from? Il seguente corto rappresenta un potente appello alla consapevolezza ambientale. Il narratore con una voce intensa e coinvolgente ci ricorda che noi esseri umani siamo gli artefici del nostro destino e dunque ciò significa che le nostre decisioni hanno un peso importante sul futuro del pianeta e delle generazioni future. I punti di forza di questo breve video sono le immagini che vengono mostrate: un contrasto tra l’impatto distruttivo dell’uomo sull’ambiente e la grande tenacia e resilienza mostrata dalla natura e ciò crea un incredibile impatto visivo. In conclusione, nonostante la ridotta durata del video, esso riesce a trasmettere un messaggio profondo e urgente motivo per cui lo reputo un corto di livello e soprattutto ben costruito. GIACOMO BONDI CLASSE 4^C AFM ITE MATTEUCCI
19 Dislexia di Natasa Glisaxic è un cortometraggio sperimentale che affronta un argomento complesso con audacia e originalità, esso offre un potente sguardo su una condizione spesso fraintesa. La dislessia, in questo contesto, non è vista solo come un problema cognitivo, ma come una condizione che influisce sulla vita interiore e sull'autepercezione di chi ne è affetto. Uno degli aspetti più notevoli del cortometraggio è il suo stile visivo sperimentale. Le immagini appaiono spesso spezzate, con parole che si sovrappongono, si deformano o si dissolvono, riflettendo l'esperienza di chi ha difficoltà a interpretare il linguaggio scritto. Personalmente consiglio questo cortometraggio a tutti, soprattutto perché offre una rappresentazione visiva e sonora che cerca di far comprendere a chi guarda questo corto un'esperienza soggettiva di chi vive con questo disturbo dell'apprendimento. MANUEL DAPORTI 4^C AFM ITE MATTEUCCI
18 “Bent out of shape”della regista Chloe Merwin è un cartone, pubblicato nel 2023, semplice, adatto a tutti, non solo per i bambini, con un bel significato.Racconta di una bambina che viveva in una casa con sua mamma, una casa senza gioia, senza belle emozioni.Un giorno arriva una nuova vicina, una persona felice, che cerca fin da subito di fare amicizia con loro, ma la madre sembra non volerne sapere niente, mentre la bambina è affascinata dal suo modo di vivere.La musica e le forme rispecchiano perfettamente la storia aiutando a comprenderne il messaggio: non giudicare mai un libro dalla copertina, ma leggerlo senza pregiudizi e timori. Adele Sansaviniclasse III D Scuola Secondaria I grado “M. Palmezzano”
17_Dyslexia mi è piaciuta molto, perché io mi vedo nella protagonista, anche io sono dislessica. La capisco, perché so che è molto complicato lottare contro queste difficoltà.Quindi adoro questo cortometraggio, è fatto molto, fa capire anche a chi non e dislessico la lotta contro il disturbo.E' bello come hanno disegnato le lettere che cambiano di continuo, la parte più bella è nel finale quando riesce a combattere queste lettere e se ne va felice.è il cortometraggio più bello che abbia mai visto. Zahra Saliu Liceo artistico e musicale canova1°A
15 dixlesia .Mi è piaciuto molto il cortometraggio intitolato "Dislessia". Fin dall'inizio mi ha colpito anche la parte creativa del progetto: un video abbastanza minimalista con un piacevole accompagnamento musicale. Allo stesso tempo l'animazione cerca di spiegare e trasmettere in modo semplice e chiaro ciò che prova una persona dislessica . Credo che questo sia un argomento molto importante di cui bisogna parlare , come di altri problemi di una persona come singolo individuo e questo cortometraggio aiuta a farlo. Siamo tutti diversi e comprendere le percezioni e i problemi che possono avere gli altri ci permette di provare ad aiutare o almeno tenere conto delle difficoltà che può avere una persona ed essere più consapevoli del mondo e delle persone che ci circondano.Hubko Valeriia Liceo artistico e musicale Canova 1A
14-Little Fire un cortometraggio dall'estetica meravigliosa e un significato profondo, è un'ottima rappresentazione artistica di come ci si sente ad essere diversi e soli in una società che preferisce l'uniformità. In quattro minuti, il regista Chen Wu ci affascina con con scene simboliche come quella dei computer, la quale mi è piaciuta particolarmente, : sembra che la tua vita cada a pezzi mentre tutti gli altri funzionano regolarmente. Il protagonista prova sempre a integrarsi ma alla fine capisce che sarà sempre diverso e che non è una brutta cosa, è unico. Non tutti devono essere uguali. Lo stile ricorda Magritte e si fondono armonicamente realismo e surrealismo, realtà e fantasia solamente con la forza delle immagini e dei suoni. Corto molto consigliato. Alice Lombardi Liceo artistico e musicale A. Canova 1^A
13 Bent out of shape Questo cortometraggio mi è piaciuto molto perché mi ha fatto capire quanto, nella vita, siano importanti le novità. Ci sarà qualcuno più curioso e aperto a scoprire, e qualcuno più ostile, frenato dalla paura dell’ignoto. Tuttavia, spesso non lasciarsi sopraffare dal timore e avere fiducia in coloro che sono più intraprendenti può aiutare a scoprire qualcosa di meraviglioso e a sconfiggere la monotonia! Emma Tumedei Classe 3ACH, I.T.T G.Marconi, Forlì
12-Monument Questo cortometraggio mi ha colpito molto perché mi ha fatto comprendere quanto le persone soffrano a causa di qualcosa, per poi continuare a commettere gli stessi errori che le avevano fatte stare male. Perché piantare un albero per commemorare qualcuno deceduto, se poi si continua a fare la guerra, causa di morte e sofferenza? Non sarebbe forse più efficace smettere di combattere, eliminando così il dolore causato dalla perdita prematura delle persone a noi care? Emma Tumedei Classe 3ACH, I.T.T G.Marconi, Forlì
11- Little Fire/Piccolo Fuoco - Il cortometraggio che mi è piaciuto di più è quello intitolato Little Fire/Piccolo Fuoco perché in un mondo dove regna il conformismo sono poche le persone che si differenziano dalla massa, con i loro ideali e i modi di fare, e purtroppo vengono giudicati per questo, quando invece sono da lodare perché hanno il coraggio di essere se stessi ignorando le mode e pensando con la propria testa. E lo capisco, perché so cosa si prova ad essere diversi con tutti che ti giudicano perché per loro non vai bene, ma non mi interessa perché preferisco restare così come sono ora. Veronica Marras 3ACH ITTS “G. Marconi”
10-Bent Out of Shape | Quadratura mentale - Il cortometraggio in questione racconta la storia di una madre e di sua figlia, entrambe di forma quadrata,come il mondo in cui vivono,dove un giorno arriva una nuova vicina di casa che però non è come loro… Questo filmato mi ha particolarmente colpita sia per la grafica,che per il messaggio che ha trasmesso ovvero: la paura del diverso.Ci limita nello scoprire cose nuove,tenendoci dentro alla nostra “comfort zone” ,così da poter sempre aver tutto sotto controllo,tenendoci però come prigionieri e all’oscuro di ciò che può essere diverso da quello che definiamo “normale” ,senza sapere che proprio quelle cose potrebbero cambiare la nostra vita in meglio. MATILDA MAGID ABDO SHHAT 3Ach “itts guglielmo marconi”forli
09-In Our Hands | Nelle nostre mani - Questo corto nella sua semplicità,è riuscito a trasmettere a pieno il messaggio:come con le nostre mani abbiamo il potere di far tutto. Non ci rendiamo conto della immensa fortuna che abbiamo,di poter influenzare positivamente o purtroppo negativamente tutto quello che ci circonda;ad esempio:potremmo salvare il pianeta anche solo con piccoli gesti ma,in modo molto egoista,facciamo ciò che ci fa comodo non pensando ai danni che creiamo all’ambiente in cui viviamo, agli animali,che son costretti ad adattarsi o fuggire da luoghi che non sono come prima, ma soprattutto a noi,che ci stiamo autodistruggendo senza neanche accorgercene. MATILDA MAGID ABDO SHHAT 3Ach “itts guglielmo marconi”forli
08-Umbrella | Ombrello - Il video proposto può non essere capito da tutti, perché rivela con un semplice gesto apparentemente insignificante la purezza e la bontà dei bambini. Sono rappresentati una mamma e il figlio sotto un ombrello che tornano a casa,piove parecchio, una volta arrivati al portone il bimbo si accorge però che la statua che c’è fuori si sta bagnando,perché non era coperta da nulla ; ingenuamente ma con molta bontà nel cuore pur di “aiutare” la scultura prende il suo ombrello ed esce e lo incastra in modo tale che anche lei non stia sotto l’acqua. I bambini sono e saranno sempre la parte più pura e bianca dell’essere umano.
07-in our hands In soltanto 4 minuti e 40 secondi è stato in grado di dire tanto. Parla di come l'uomo ha sia il potere di creare e di tutelare la natura, sia quello di estirpare dalla faccia della Terra la vita. L'animazione e il ballo, insieme, hanno creato qualcosa di unico, speciale. Mi piace come, pur essendo realistico, alla fine dà anche un messaggio di speranza perché, come si sa, la speranza è l'ultima a morire. Giulia Guidi - Liceo artistico e musicale Canova -Classe 1°A
06_Minus Plus Multiply A me è piaciuto tantissimo l'animazione, i disegni e i cambi di scena. vale la pena premiare e vedere "Minus Plus Multiply", perché rappresenta a pieno la ricerca di un posto sicuro e del benessere mentale utilizzando metafore e oggetti. La protagonista di "Minus Plus Multiply" riesce, tramite un viaggio pieno di ostacoli, a trovare la pace interiore e l'armonia.La ricerca della pace per alcune persone può essere un problema attuale. Molte volte è difficile trovare il proprio posto sicuro, ma la protagonista ha dimostrato che è possibile trovare la pace solo se ci si impegna con dedizione e questo mi ha dato la speranza di poter trovare anche il mio posto sicuro e la mia pace interiore.Nora Masini Liceo artistico Canova 1°A
05_Diario di un razzista E' difficile parlare di razzismo senza avere paura di dire cose scorrette, e questo corto, con il suo crudo modo di esprimersi è riuscito a farci ragionare su pensieri e meccanismi mentali che mettiamo in atto senza pensare a come essi possano essere dannosi e offensivi. Siamo giustamente scandalizzati dal linguaggio presentato inizialmente nel corto, poichè è giusto trovare offensiva e sbagliata la discriminazione contro persone che reputiamo diverse da noi. Mi è piaciuta la grafica semplice e coinvolgente e gli spunti di riflessione che lascia allo spettatore. Flaminia Valeria Ganapini 3A liceo artistico e musicale Antonio Canova
04_Diario di un razzista - In quattro minuti mi sono resa conto che siamo quasi tutti razzisti. Che in molti hanno paura del diverso e di ciò che non è familiare. Il problema è che non ce ne rendiamo conto. Ecco, queste paure, derivano da pregiudizi che non ci sono stati insegnati, ma che abbiamo scoperto e imparato crescendo e, come li abbiamo trovati, dovremmo imparare a lasciarli e a superarli andando oltre a ciò che questa società ci ha trasmesso. Come mostra "Racist journal" il primo passo per combattere il razzismo è accorgersi di essere razzisti, in questo modo, nel nostro piccolo, possiamo combattere il razzismo, non solo di razza ma anche di genere o disabilità e distruggere i pregiudizi che abbiamo sviluppato.L'autrice Elena Ottavi ha reso un concetto comune come il razzismo comprensibile a tutti. Diana Valgimigli Liceo Artistico e Musicale Antonio Canova. Classe 1A
03_Supertramp - Questo cortometraggio ci ha emozionati molto. Qualcuno di noi ha pianto. Il filmato rispecchia la vita reale e ci fa capire l'amore incondizionato degli animali. Anche se talvolta l'uomo è cattivo il cane gli rimane fedele .Abbiamo tanto da imparare dai nostri amici animali!Grazie SUPERTRAMP!!! Classe 2A Aurelio Saffi
02_Diario di un razzista _ Provocazione straordinariamente stimolante e d’effetto, espressa in una chiave geniale e creativa, perché capace di raggiungere anche le menti dei più giovani e contribuire a costruire in loro un pensiero critico e personale.
Dando voce all’interiorità di un comune individuo apertamente razzista e illustrandone al contempo i pensieri e le attività quotidiane, “Diario di un* razzista” è un cortometraggio indubbiamente in linea con la società moderna, di cui mette in evidenza le contraddizioni legate a convinzioni del passato, attraverso una radicale critica sociale.
La perfetta combinazione parola-immagine cattura talmente lo spettatore che, se fossi una madre, lo consiglierei a mi* figli*, affinché sappia perseguire i propri ideali e valori nel rispetto di chi l* circonda.Caterina Casadei, classe 3CL, Liceo Morgagni
01 - Sofa love Nel cortometraggio si vedeva una coppia di fidanzati che riposano sul divano assieme al loro gatto. Mi è piaciuto tanto sia perché è fatto tutto in plastilina, ed i personaggi sono fatti molto bene, e sia perché mi trasmette un senso di calma e di felicità. Sveva Moretti Liceo artistico e musicale A. Canova, classe 1A