VINCITORI- Storie di Cinema 2020 in collaborazione con Forlì Today
On the beach - Cosa ci fa un elefante sulla spiaggia della Normandia durante il D-Day? La grafica, simile a un’acquaforte, rende la pellicola del tutto più espressiva; i colori spenti mettono in risalto i soldati, i quali nel terrore si danno battaglia. L’uomo è l’unico essere vivente a desiderare guerra, accecato dalle meraviglie da cui è circondato. Lastra Michele 3^Bafm ITC Matteucci
Urbanality - Il corto d’animazione del regista Evan McInnes, Australia 2019, già nel titolo evidenzia la monotonia, la banalità della routine urbana, invitandoci a decidere da che parte stare: cemento o alberi? Smartphone o contemplazione del paesaggio naturale? Inquinamento o aria pulita? Città o campagna? Una mano, metafora di chi lotta ogni giorno per un futuro sostenibile, ci aiuta a fare la scelta migliore. Scuola Marco Palmezzano, 3D IC2.
A Real Man - La violenza, come l’educazione, si impara in famiglia: il cortometraggio mette in luce la responsabilità genitoriale del processo educativo di un bambino. Il primo passo per prevenire la brutalità è insegnare ai figli a comportarsi in una certa maniera, rispettando le scelte del prossimo. L’idea del bambino che non può piangere e deve praticare solo “sport da maschio” sono la chiave per aprire la porta a stereotipi sessisti che difficilmente potranno essere modificati e che sono la diretta conseguenza dell’ignoranza sociale. Matilde Matteucci - ITT Guglielmo Marconi - 3^A Chimica
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FINALISTI
82) Je suis si loin - Il cortometraggio è molto significativo poiché, in soli due minuti, trasmette emozioni forti unite a un grande insegnamento. Esso rappresenta, in modo ironico, un problema che rischia di essere sottovalutato: la storia fa riflettere su quanto possa essere difficile per anziani e disabili compiere azioni quotidiane, banali solo in apparenza. Chiedere aiuto a un amico, o più amici, è la strada migliore per superare gli ostacoli che la vita ci presenta. Altini Tommaso, Brandinelli Davide, Ceroni Francesco, Malandrino Matteo, Neri Lorenzo, Scaliotti Matteo. Classe 2B Scuola Media Marco Palmezzano (I.C.2 Forlì)
81) Electrique - Tutto inizia con una sfida: un ragazzo in sedia a rotelle non sopporta di essere superato da un passante distratto, in monopattino; così, attraverso il reciproco e un po' buffo desiderio di gareggiare, il ragazzo decide di mettersi in gioco, iniziando un percorso di riabilitazione per tornare ad alzarsi sulle proprie gambe. Il cortometraggio ci insegna che nella vita il coraggio di osare, spingendosi oltre i propri limiti, apre la mente e le porte di una nuova vita. Amaducci Noemi, Bastianini Francesca, Bazzocchi Sara, Conti Irene, Liu Jiajin, Mershuk Timur. Classe 2B Scuola Media Marco Palmezzano (I.C.2 Forlì)
80) Quand je serai grand . Questo cortometraggio per noi è molto profondo, perché ti coinvolge direttamente. Non sempre le cose vanno come vorresti, ma ciò non significa che in futuro tu non possa trovare il senso della felicità. Le cose belle sono sempre inaspettate. Gli ostacoli che incontrerai ti renderanno più forte e, grazie a quelli, riuscirai a realizzarti. Questo è ciò che abbiamo provato, capito e imparato con "Quando sarò grande", ricordandoci che i sogni vanno inseguiti fino all'ultimo.
Algeri Erica, Arturo Irene, Cignani Sofia, Ferchichi Omar, Gorza Ludovica, Kaur Simrandeep, Nati Alessandra. - Classe 2B Scuola Media Marco Palmezzano (I.C.2 Forlì)
79 - Grief. E' il mio cortometraggio preferito: mi sono commossa per il finale che mi ha toccato il cuore. Infatti, mi ricorda i miei nonni che si sono dovuti separare quando erano ancora molto giovani: mio nonno lo conoscevo appena. Il cortometraggio è molto bello a livello grafico e la storia è meravigliosa, così come l'idea di mettere il video al contrario. L'unico problema è che all'inizio non si capisce bene di cosa parli, ma per il resto è proprio un bel film. Adele Balestri IC2, Scuola Palmezzano, Forlì 3^B
78 - Je suis si loin - Questo cortometraggio, ambientato in Francia, racconta di un anziano con difficoltà a camminare, che ogni giorno cerca di uscire dal cancello automatico del condominio dove abita. Dopo vari tentativi, l'uomo viene aiutato dalla sua vicina in sedia a rotelle, ma neanche insieme riescono ad uscire. Così l'anziano chiede aiuto anche ad un altro vicino e finalmente i tre riescono ad uscire. Il cortometraggio si conclude in modo divertente: il protagonista si dimentica il portafogli e deve rientrare in casa... Questo corto ci è piaciuto perché ci ha fatto divertire e riflettere sulle cose che per noi sono semplici, ma che per altri possono non esserlo. Martina Ragazzini, Viola Venturi IC2, Scuola Palmezzano, Forlì 3^B
77 - Missing my city - Nel filmato si vedono le strade della città di Los Angeles durante la prima ondata di coronavirus che ha attraversato l’America e tutto il mondo. Le strade, solitamente sempre piene di gente che va e viene, nel filmato sono deserte e disabitate se non per qualche auto che va a fare rifornimenti alimentari. Questo è l’effetto che ha causato la pandemia in molte parti del mondo e non solo in America; per questo se non vogliamo tornare come prima dobbiamo rispettare le norme e cercare di non creare una seconda ondata, come o peggiore della prima. Anna Mancino IC2, Scuola Palmezzano, Forlì 3^B
76 - A real man - Il cortometraggio ci fa ragionare su come alcuni adulti a volte possano essere meno maturi e intelligenti di molti bambini. In questo caso si parla dell'opinione sbagliata sulla differenza tra i sessi. Il corto mostra il padre che allena il proprio figlio per giocare a rugby. Durante l'allenamento il bambino, molto impacciato, fa alcuni errori. Il padre si mostra subito rigido e arrogante tanto da urlargli contro. Il piccolo, già frustrato, ritenta procurandosi dolore. Inizia a piangere e il padre non ci pensa due volte, accusando il figlio di non essere un vero uomo poichè solo le femmine possono piangere. La sorella, rimasta in disparte fino a quel momento, vede il fratellino agitato e, capendo la situazione, va a consolarlo ma lui, influenzato dal padre, rifiuta il gesto della bambina. Greta Campanini Cecilia Amaducci IC2, Scuola Palmezzano, Forlì 3^B
75 - Quand je serai grand - Questo cortometraggio ci è piaciuto molto,soprattutto per il significato che c'è dietro e anche per il modo in cui ce l'hanno mostrato. In poche parole, il grande insegnamento che ti regala la visione di questo corto è che in fin dei conti le parole sono solo parole e che a fare la differenza è in che modo mantieni la promessa che ti fai. C'è chi parla e parla lasciando il suo futuro alla speranza e c'è chi agisce per raggiungere il proprio desiderio, in questo caso raggiungere il lavoro dei propri sogni. Invito tutte le persone che vogliono raggiungere un obiettivo nella propria vita a visionare questo corto: vi assicuro che non ve ne pentirete! Arbeas Hajdari Andrea Ghetti IC2, Scuola Palmezzano, Forlì - 3^B
74 - A real man - mi ha colpito molto in quanto mi sono immedesimato nei panni del ragazzo, sottoposto a subire forti pressioni in campo durante l'allenamento di rugby con suo padre. Egli assume un atteggiamento molto duro ed esigente che lascia impietrito e sconcertato il figlio che rimane in silenzio. Io penso che ci siano altri modi di condivisione più pacati e sicuramente più efficaci, come un buon dialogo tra padre e figlio, per spiegargli cosa significhi essere un vero uomo. Nicola Zaccaro - IC2, Scuola Palmezzano, Forlì - 3^B
73 - Quand je sarai grand - Il cortometraggio racconta quello che alcune persone sognano di fare da grandi e grazie ad un duro lavoro ci riescono. Gli adulti del video, secondo me, sono felici di aver realizzato quello che avrebbero voluto intraprendere nella loro vita, ovvero il sogno di fare il lavoro che desideravano che diventa realtà. Questo corto ci insegna che, nonostante tutto, dobbiamo realizzare quello che vorremmo fare da adulti. Fareya Hossain -IC2, Scuola Palmezzano - 3^B
72 - Je suis une poussiere d'etoile. Il tema della morte di un genitore è sempre molto delicato, difficile da affrontare. In questo caso viene trattato con tenerezza, in maniera semplice, umoristica e leggera. Nonostante ciò il messaggio arriva ben chiaro. Dopo la perdita del padre, due fratellini non vogliono abbandonare l'abitudine di dormire con lui e per questo si contendono l’urna con le sue ceneri. Non mancheranno i colpi di scena che renderanno il corto ancora più coinvolgente.
Bianca Pagliari Sara Gaetani IC2, Scuola Palmezzano, Forlì
71- Electrique - Questo cortrometraggio parla di un uomo disabile in sedia a rotelle elettrica. Ogni mattina fa lo stesso percorso, ma un giorno gli capita di scontrarsi con un ragazzo in monopattino; così inizia una gara tra i due. Questo cortometraggio ci ha trasmesso la voglia di andare avanti e lottare perchè nulla è impossibile anche se le difficoltà ci allontanano dall'obiettivo. Consiglio a tutti di vederlo perchè anche se breve e semplice trasmette valori molto importanti. Riccardo Giacomini, Emanuele Montali, Maroene Boumama. IC2, Scuola Palmezzano, Forlì
70 - Quand je sarai grand - Questo corto è diviso in due parti che si alternano più volte: la prima è una visione dell’infanzia dei vari personaggi nella quale enunciano il proprio lavoro dei sogni; l’altra parte mostra, invece, il lavoro che sono finiti a fare da adulti. Ciò che ho visto mi ha fatto capire che non sempre i sogni si avverano e che anche la loro realizzazione non è sempre positiva perché potrebbe avverarsi in negativo. Andrea Stoppa - IC2, Scuola Palmezzano, Forlì 3^B
69 - Il coronavirus (guida semiseria al COVID 19). Il cortometraggio che abbiamo scelto si intitola "Il coronavirus"; lo abbiamo scelto perchè coloro che lo hanno costruito sono riusciti a mischiare una cosa abbastanza spaventosa e terribile con una specie di cartone, trasformandolo così in divertente. Nel cortometraggio si può vedere una persona stilizzata e verde che interpreta il Covid; nasce in Cina e viaggia fino ad arrivare in Italia e poi in tutto il mondo. In questo cortometraggio riescono a fare capire anche a ragazzi più piccoli di noi le regole del Covid, ovvero di lavarci le mani e tenere la mascherina. Lo abbiamo trovato molto interessante e istruttivo. Matilde Salaroli Anna Alessandrini IC2 "Irene Ugolini Zoli", Scuola Palmezzano, Forlì
3^B
68 - Électrique. Abbiamo scelto elettrico perchè ha un significato molto forte il significato che abbiamo ricevuto dal video e che nella vita basta volerlo per ottenerlo .infatti la forza di una persona è il risultato di quello che ha dovuto superare. Douha Eddarahoui Edona Mackaj 1A afm- Ragioneria
67 - Électrique. il corto di F. Le Guen, affronta il tema della disabilità attraverso la sofferenza del protagonista, che non riesce a seguire il ritmo frenetico delle giornate vissute nelle nostre città moderne. Egli prova a superare gli altri servendosi di una carrozzina elettrica, ma non ci riesce; un passante in monopattino è sempre un passo avanti a lui. Sconsolato si guarda intorno e nota un corridore, tale visione sveglia un desiderio: correre con le proprie “gambe”. Nel dramma si sorride grazie al protagonista, capace di affrontare con ironia la sua storia, in cui è facile immedesimarsi. classe II D IC2 Forlì plesso "M. Palmezzano
66 - Urbanality - Il corto d’animazione del regista Evan McInnes, Australia 2019, già nel titolo evidenzia la monotonia, la banalità della routine urbana, invitandoci a decidere da che parte stare: cemento o alberi? Smartphone o contemplazione del paesaggio naturale? Inquinamento o aria pulita? Città o campagna? Una mano, metafora di chi lotta ogni giorno per un futuro sostenibile, ci aiuta a fare la scelta migliore. 3D IC2 scuola secondaria di I grado "Marco Palmezzano
65 - A Real Man - è un cortometraggio di tre minuti fatto da Aurélien Mathieu e prodotto dalla compagnia francese chiamata “Tout le monde aime les pingouins”.
Il cortometraggio “A real man” denuncia la mascolinità tossica della nostra società con incredibile finezza. La storia mette in luce l’interpretazione di un padre, interpretato da Matheo Capelli, di trasmettere al suo giovane figlio, interpretato da Roman Villedieu, la visione di come per lui dovrebbe essere un vero uomo durante un allenamento di rugby. Il coraggio, l’aggressività, la misoginia, la forza e il “non mostrare emozioni” sono quelli che il padre definisce tratti dell’ideale di mascolinità. E’ una spaventosa lezione di virilità che il padre condivide con il figlio, con l'obiettivo di renderlo un uomo.
Questo cronometraggio mi ha fatto commuovere, mette giustamente in discussione la nostra visione dell’educazione sessista dei bambini, che rimane ancora oggi un grosso problema della nostra società. Ai maschi viene insegnato a ‘non piangere’ o a non essere emotivi. Questo crea un effetto di imbottigliamento emotivo all’interno dei ragazzi in cui molti problemi vengono semplicemente tenuti all’interno. Questo problema è difficile da risolvere perché è attualmente un tabù tra gli uomini. E quando qualcosa non viene contestato, viene ulteriormente “normalizzato”. Secondo me è importante che gli uomini prendano consapevolezza dei modelli presenti e che inizino a parlarne, in modo da far diventare più naturale l’apertura e il dialogo riguardo ai sentimenti, alla debolezza e alla tristezza. Simona De Rosa 3BMC ITI Marconi Forlì
64 - Électrique - “Volere è potere”: sembra una frase fatta ma non lo è e questo cortometraggio ne è la dimostrazione. Buono… mi è piaciuto molto di più di quanto mi aspettassi, la cosa che mi ha colpito di più è la sequenza delle immagini di persone focalizzate esclusivamente nelle loro gambe… forse talvolta non si apprezza a volte quello che si ha. Il progresso porta all’utilizzo di macchinari sempre più sofisticati, ma il protagonista vuole solo avere ciò che ormai quasi nessuno usa più: le gambe. Degl'Innocenti Francesco itis marconi Forlì classe 3bmc
63 - Selection - Questo cortometraggio mi ha colpito molto in quanto ha un messaggio molto forte, nel cortometraggio si vede una bambina che deve scegliere un paio di scarpe da alcuni scaffali alti mentre parla con la madre , mentre guardavo questa scena mi sono chiesto perché la madre non aiutasse la figlia ma in seguito la madre entrò nell’ inquadratura e si scoprì che soffre di nanismo il che fa riflettere perché ho pregiudicato la madre senza pensarci e secondo me la morale è appunto non avere pregiudizi. David Cheregi 2 G ITC MAtteucci
62 - Je suis Loin - Il cortometraggio “Je suis si loin” del regista Gallieni, in concorso al prestigioso festival del cinema che dal 2004 si svolge a Forlì, gioca la sua carta migliore con la battuta finale che chiude il breve filmato. La gran parte delle riprese si svolge all’interno di un cortile condominiale e racconta del tantativo difficoltoso, di un anziano disabile (Jean-François Stévenin), di uscire in strada prima che il cancello automatico a tempo si chiuda. Insieme ad altri due compagni disabili troverà il modo per superare il fastidioso ostacolo. Il messaggio di questo breve corto ci porta a riflettere sulle enormi difficoltà che, quotidianamente, i portatori di handicap e le persone anziane si trovano ad affrontare ovunque. La sceneggiatura e le riprese risultano talvolta banali e poco ricercate, ma la battuta finale riesce a mettere in secondo piano questo aspetto. Andrini Anita. 3^B MC I.T.T.S. G. Marconi
61 - Urbanality - Viviamo in un mondo dove l’urbanizzazione è ovunque: è la banalità, mentre la natura è qualcosa di diverso, qualcosa da ignorare e da cui ci vorremmo distaccare ma alla quale siamo inevitabilmente incatenati e il cui fascino ineluttabile ci rasserena, come alla vista di un bel paesaggio. Luca Camporesi. - Istituto ITI Marconi Forli. - Classe 3 A Chimica.
60 - 2 minutes 20 - Cos’è il tempo? Sicuramente so che ognuno di noi sente il suo peso e che anche chi prova ad ignorarlo è in gabbia come chiunque; è l’incognita che influenza l’equazione della vita di tutti e il cui sistema ci costringe a dipendere da essa, ma al quale forse non troveremo mai soluzione. Luca Camporesi. - Istituto ITI Marconi Forli. - Classe 3 A Chimica.
59 -Quarantine Chorus -La natura ci ha dimostrato un’altra volta quanto, nonostante ci possiamo evolvere, per lei rimarremo sempre un animale come un altro; ma al quale ha donato la ragione e con essa una cosa unica: la solidarietà umana, unica soluzione e strumento che abbiamo per sopravvivere alle sue avversità. Luca Camporesi. - Istituto ITI Marconi Forli. - Classe 3 A Chimica.
58 -On the beach - Guerra, una scacchiera alessitimica le cui pedine consapevoli fanno la partita ma non la vincono, e il quale veleno uccide la coscienza di innocenti armati. Soldati so che avete paura, volete salvare i vostri compagni e non uccidere nessuno e che tutto questo vi logora dentro, ma dovete combattere; non perdete la speranza di vedere il bello in questo mondo perché è grazie a voi se riusciamo ad apprezzare di più quella bellezza che riteniamo ovvia. Ti prego soldato, sopravvivi per ricevere l’antidoto della pace. Luca Camporesi. - Istituto ITI Marconi Forli. - Classe 3 A Chimica.
57 - A real man - Questo corto in poche parole ha saputo spiegare il significato di ‘essere un uomo’. ‘Avere il controllo della palla’, come spiega il padre al figlio equivale ad avere il controllo della vita, non dobbiamo mollare mai per raggiungere i nostri obbiettivi, neanche quando cadiamo. Dopo essere caduti rialziamoci e ripartiamo più forti che mai perché la fatica e l’impegno non devono spaventarci. I traguardi che ci danno soddisfazione sono sempre quelli che ci sono costati cari. Jessica Samorì - Liceo Classico G.B. Morgagni (4 DL)
56 - Il Coronavirus (guida miniserie al 2019) - Questo corto, in modo anche un po’ ironico ti fa capire come il Coronavirus ha influenzato il mondo, di come ha cambiato la nostra routine quotidiana e ci invita a prestare particolarmente attenzione a cosa potrebbe accadere se non rispettiamo le misure di sicurezza. Tutti uniti siamo più forti e insieme possiamo sconfiggere il virus. Jessica Samorì - Liceo Classico G.B. Morgagni (4 DL)
55 - Pile - Il film migliore del concorso, secondo me, è “Pile”, poiché ha saputo raccontare la nostra quotidianità ed in qualche modo forzare lo spettatore ad affrontarla, tramite però una grafica innovativa, colorata ed ironica. Questo film riesce a sfruttare la satira per mantenere alta l’attenzione di chi lo guarda, senza mai diventare spietato, ma giocando appunto su un’arguta ironia. Irene Rossi - Liceo Classico G.B. Morgagni, 3B Classico
54- On the beach - Cosa ci fa un elefante sulla spiaggia della Normandia durante il D-Day? La grafica, simile ad un’acquaforte, rende la pellicola del tutto più espressiva; i colori spenti risaltano i soldati, i quali nel terrore si danno battaglia. L’uomo è l’unico essere vivente a desiderare guerra, accecato dalle meraviglie da cui è circondato. Lastra Michele 3^Bafm ITC Matteucci
53 - Électrique - Un cortometraggio che dice che non bisogna sempre soffermarsi sulle cose che non contano ma sulle cose che servono veramente nella vita. Shefki Liman 3^Bafm ITC Matteucci
52 - We are distinguish - Un cortometraggio che parla dell’eccessivo bisogno che c’è ai giorni nostri di seguire la massa per la paura di essere diversi e fa riflettere sulla vita di tutti i giorni e sulla vulnerabilità delle persone. I giovani devono poter crescere al di là delle aspettative degli altri. In pochi minuti abbiamo avuto un'altra visione di noi stesse: e tu? Alni Sofia - Ulivi Vittoria - 3^Bafm ITC Matteucci
51 - A Real Man - Un cortometraggio ideato in Francia nel 2019 e realizzato in lingua francese con sottotitoli in inglese. Un’esperienza che accade spesso nella vita di chi si appresta a diventare adolescente. Un padre che impone al figlio di essere più forte nel rugby, nonostante il ragazzo non riesca. Quanto gli adulti possono pretendere di plasmare l’animo dei loro figli? Zahiri Iman - Alice Berti - 3^Bafm ITC Matteucci
50 - A Real Man - Un cortometraggio molto intenso e significativo. Il padre ha una visione particolare dell’essere un vero uomo: pensa che per rendere suo figlio un vero duro, debba trattarlo severamente, impedendogli di esprimere le sue emozioni. Ma qual è il potere di un contatto? Freschi Davide – Ghetti Marco – Rinollo Calogero – Valentini Matteo – Attorre Mattia - 1^Dafm ITC Matteucci
49 - Je suis si loin - Il potere della solidarietà? Ad un certo punto nella vita si riesce a capire quanto sia importante aiutare gli altri. Essere solidali significa essere altruisti, disposti ad aiutare gli altri nei momenti di difficoltà senza chiedere nulla in cambio. Gal Victoria Betina - Grande Ilaria 1^Dafm ITC Matteucci
48 - We are distinguish - Rincorriamo l’esempio che ci viene messo davanti, inseguiamo l’insegnamento che ci viene posto dinanzi agli occhi, talvolta si può rivelare come la cosa più scontata, ma non importa, perché è facile, perché è ciò che ci dicono di fare…ma noi, possiamo essere diversi dagli altri? Perlini Benedetta - 1^Dafm ITC Matteucci
47 - Il Coronavirus - Telegiornali, documentari, pagine web, a scuola, ed in qualsiasi luogo siamo bombardati di notizie di quell’incubo chiamato coronavirus, che ci insegue ed assilla ormai da mesi, che ci ha cambiato la vita e la quotidianità, e, che a sua volta ci ha fatti cambiare, ma, attraverso questo cortometraggio, è stata proposta una versione che per la prima volta riesce a strapparci un sorriso. Perlini Benedetta - 1^Dafm ITC Matteucci
46 - 2 minuti e 20 - Il tempo… passa e non ce ne rendiamo conto, quante cose ci possiamo perdere? Forse siamo così ossessionati dal fatto di non perdere tempo che invece lo perdiamo, pensando di non farlo. È meglio vivere le cose sul momento e mollare la sensazione di non avere abbastanza tempo, per realizzare i nostri sogni e vivere più emozioni possibili con le persone che amiamo. Proviamo ad abbandonare il pensiero di non farcela!! Lucia Fanti - 1^Dafm ITC Matteucci
45 - Urbanalitty - Fabbriche, autobus, aerei, città, inquinamento atmosferico, se la nostra coscienza agisse come “una mano” sulla natura, riusciremmo a diminuire l’inquinamento? Conficoni Emma –Mazzotti Alissa – Petrini Angelica 1^Dafm ITC Matteucci
44 - Électrique - Si può raggiungere un determinato obiettivo? Un uomo disabile intraprende una sfida per sé stesso, per riuscire a raggiungere la felicità nonostante gli ostacoli. Lega Sara – Crucianelli Diana 1^Dafm ITC Matteucci
43 - A Real Man - Ho apprezzato particolarmente il messaggio della seconda clip: il fatto che evidenziasse quanto , al giorno d’oggi, ognuno di noi nasca per seguire canoni estetici o caratteriali, dipendenti dal proprio sesso, dalla propria cultura. Viviamo in una società in cui ciò che è, secondo l’immaginario collettivo, giusto, così dev’essere e così deve sempre restare. Finiamo per forzare le nostre emozioni, per non seguire ciò che sono i nostri gusti, per non mostrarci per la nostra vera natura, solo perché spaventati da chi, da sempre, detta stereotipi da seguire. Ma penso serva sempre chiedersi prima di tutto questo: “È giusto che esista davvero qualcuno in grado di dettarci quello che dovremmo essere, e dal potere di farci diventare tali?” Golfarelli Savoia Bianca 2 G - ITE C. MATTEUCCI
42- On the beach il cortometraggio si apre in uno scenario di guerra che ricorda lo sbarco in Normandia; un esercito scende su una spiaggia, un soldato guarda delle colombe volare. Al momento dell’approdo il caos ha inizio. Tutti i soldati sono presi dalla battaglia, sentono solo il rumore degli spari e delle bombe, fino a quando entra in scena un elefante. All’arrivo dell’animale l’atmosfera è cupa e cade la pioggia. Il suo barrito si fa notare, nonostante le esplosioni assordanti. Mentre l’elefante barrisce sempre più forte, il cielo inizia a rasserenarsi e si intravede un arcobaleno ma gli spari non cessano finché il pachiderma non viene ucciso. La battaglia si placa e i soldati, come se si risvegliassero da un incubo, iniziano a guardarsi intorno e a posare le armi. Nell’ultima scena si vedono delle persone giocare felici sulla spiaggia che era stata campo di guerra. Il regista vuole fare capire che le cose cambiano solo se vengono fatte notare. A volte farle notare è rischioso, ma è importante per il futuro.
Questo cortometraggio mi è piaciuto anche se ho dovuto riguardarlo più volte prima di comprenderlo pienamente. Viene introdotto da una frase che significa che quando esiste un problema chiaro a tutti non può essere ignorato. Ritengo che sia un bellissimo messaggio capace di far capire alle persone che le cose possono essere migliorate se si ha la voglia e il coraggio di farlo. Lorenzo Ferrario - I.T.I. Marconi Forlì, Classe 3BMC
41 - 2 minutes 20 - Da questo cortometraggio ho capito che il protagonista tutti i giorni segue sempre e solo la stessa routine che gira tutta intorno all'ora del telefono oppure a quella dell'orologio. A una certa ora devi fare la doccia, a una certa ora devi prendere la metropolitana. alla fine del film si è visto il protagonista che fa cadere a terra l'orologio rotto. Secondo me l'ha fatto apposta perchè è stanco d seguire tutti i giorni la stessa routine. Ho scelto questo cortometraggio perchè anche io vorrei smettere di seguire sempre la stessa routine, ad esempio un pomeriggio invece di guardare un film andare a fare una corsetta o un pò di allenamento fisico. Agan Rampazzo Itis Marconi 2C
40 - On the beach - Il cortometraggio on the beach mi ha fatto riflettere su come anche un elemento così semplice come un elefant ,che probabilmente creando compassione e rimorso nei soldati che gli hanno sparato, possa fermare un’intera guerra e creare la pace fra i popoli. E mi ha anche fatto pensare a quanto potrebbe essere pauroso lo scenario di una guerra vissuto con gli occhi di un soldato, che per capricci di una persona al governo, è finito in guerra. Gabriel Gugnoni ITIS Guglielmo Marconi 2C
39 - Je suis si loin - Geniale e allo stesso tempo infinitamente triste: il corto riassume in pochi minuti la disperazione che aguzza l’ingegno di chi non può fare altrimenti. Indispone e fa venire rabbia. Rabbia verso le “barriere architettoniche” della vita che ognuno di noi può incontrare quotidianamente. Ma, contemporaneamente, lancia un bel messaggio di speranza: quella dell’incontro con l’altro che inaspettatamente e prudentemente ti salva. Spietato il finale che, come spesso accade, delude. L’indifferenza dell’ultimo arrivato però, rassicura lo spettatore; a tutto c’è rimedio finchè c’è vita. Josuè Rustignoli 2°G ITC Matteucci Forlì
38 - Electrique - Volere è potere. Se si desidera una cosa, potendola sognare, la si può realizzare. Ci si può interscambiare a volte, riuscendo a mettersi nei panni degli altri. Si chiama “empatia” ed è la magia più grande che si possa immaginare. E’ uno strumento potente e fondamentale per poter stare al mondo in modo sereno, accettando i propri limiti e tentando sempre di superarli. Josuè Rustignoli 2°G ITC Matteucci Forlì
37 - A Real Man E alla fine penso che si abbia anche timore di essere nati in una società così, in una società nella quale persino il pianto, viene considerato come un gesto ridicolo, come un gesto immaturo. Ma non è così. Non è il più debole il più sensibile, tantomeno è vero che il pianto sia un qualcosa appartenente esclusivamente all’ambito femminile, perché solo chi ha mai provato un dolore così forte da piangere fino a non avere più lacrime, può trovare la maturità e la forza che gli altri non hanno di andare avanti. Bisogna sempre cercare ed ottenere il coraggio di parlare e di mostrarsi. Alessia Betti 2G AFM Ragioneria
36 - Electrique - Quando tutto ti sembra perduto o peggio , quando gli altri ti fanno sentire come uno sconfitto , sei solo e l’unica cosa che ti resta è la tua forza di volontà, credici, prova, non arrenderti mai e riuscirai a realizzare cose che credevi impossibili. Giorgia Galeotti -2^ G.I.T.E. C. Matteucci
35 - Selection - Non importa se i tuoi genitori sono alti o bassi , belli o brutti, ricchi o poveri, perché la vera ricchezza, la vera bellezza sta nell’insegnarti ad amare e amarti sopra ad ogni cosa. Bambini amati saranno degli adulti capaci di amare e quindi vivere la vita accettando le differenze altrui, trovandone un'occasione di crescita. Giorgia Galeotti -2^ G.I.T.E. C. Matteucci
34 - 2 minutes 20 - Spesso l’uomo dá per scontato il passare del tempo, senza godersi il momento. Bisognerebbe soffermarsi di più sul presente, senza pensare al passato, al futuro o alle conseguenze. Una cosa che fa spesso l’uomo è anche perdere tempo in cose che possono essere, in quel momento non indispensabili. Iniziamo a dare importanza ad ogni attimo. Catalano Sharon ITC MATTEUCCI 2G
33 - Electrique - Un cortometraggio che mette in risalto un paradosso visto con gli occhi di una persona che ha perso la facoltà di camminare ed è costretta ad affidarsi a dei mezzi sostitutivi per muoversi autonomamente. Questo viene materializzato nella crescente diffusione di nuovi mezzi di trasporto da parte di chi potrebbe comunque usare quella prodigiosa capacità di camminare, gesto così naturale e così essenziale, ma di cui non se ne comprende la preziosità fino al momento in cui non se ne deve fare a meno. Matilde Matteucci - ITT Guglielmo Marconi - 3^A Chimica
32 - Les Addictions des Temps Modernes - Il telefono ormai è il nostro compagno di vita, è come un prolungamento del nostro arto. Il cortometraggio testimonia questa triste realtà: il cellulare è un tasto dolente per i nativi digitali, i quali non riescono più a farne a meno e sono ignari delle conseguenze che ne derivano. Nel video lo smartphone prende il posto del caffè, dell’alcool, delle sigarette e della droga, dimostrando che le sua influenza sui giovani è paragonabile, se non ben peggiore, alle classiche dipendenze. Matilde Matteucci - ITT Guglielmo Marconi - 3^A Chimica
31 - Quarantine Chorus - La musica è una terapia contro l’individualismo, la rivalità e ha il potere di unire l’anima delle persone: ecco il forte messaggio che veicola il cortometraggio. In tempi di Covid l’uomo reagisce intonando e suonando la cura contro la paura che lo tiene isolato nella propria casa. Questo dimostra che nelle situazioni di difficoltà è irrilevante la ricchezza, l’etnia, il sesso o la cultura di una persona, perché ci si ritrova tutti nella stessa barca e l’unica salvezza rimane l’aiuto reciproco e i piccoli gesti. Matilde Matteucci - ITT Guglielmo Marconi - 3^A Chimica
30 - A Real Man - La violenza, come l’educazione, si impara in famiglia: il cortometraggio mette in luce la responsabilità genitoriale del processo educativo di un bambino. Il primo passo per prevenire la brutalità è insegnare ai figli a comportarsi in una certa maniera, rispettando le scelte del prossimo. L’idea del bambino che non può piangere e deve praticare solo “sport da maschio” sono la chiave per aprire la porta a stereotipi sessisti che difficilmente potranno essere modificati e che sono la diretta conseguenza dell’ignoranza sociale. Matilde Matteucci - ITT Guglielmo Marconi - 3^A Chimica
29 - On the Beach - Questo cortometraggio mi piace molto, ma mi ha portato anche a una lunga riflessione. Questo breve filmato, parla del D-Day, cioè lo sbarco in Normandia (il cui nome deriva da Normanni, che sono i discendenti dei Vichinghi, i quali provenivano dal Nord) degli alleati, alla fine della seconda guerra mondiale, in questo caso gli americani e gli inglesi. Questi lottavano per sradicare il fascismo di Mussolini (presente in Italia) e il nazismo di hitler ( presente in Germania). Bertolt Brecht scrive questo ne " la guerra che verrà", dove dice " La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame, fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente" Questo ci fa capire che la guerra alla fine non fa ne i vincitori ne i vinti, perchè alla fine della guerra tutte e due le popolazioni, avranno dei morti, per cui entrambe non saranno ne vincitori ne vinti. Certe volte i morti sono personi innocenti. In questo cortometraggio, questa sofferenza la impersona l'elefante. Alla fine del filmato possiamo infatti vedere lo scheletro dell'elefante, in mezzo a tante persone che prendono il sole sulla spiaggia, indifferenti dell'accaduto avvenuto tempo addietro in quel posto, ora trasformato in un luogo di piacere. Alice Ugolini Liceo Scientifico Fulcieri Paolucci di Calboli (FC), 1D
28 - Electrique - In questo video c’è un uomo con entrambe le gambe amputate che gira con una sedia a rotelle. Fa vedere come andando avanti con il tempo la tecnologia si evolve sempre di più e sempre più persone ricorrono a metodi alternativi al posto di camminare, come per esempio all’uso di monopattini elettrici o altro. Fa riflettere sul fatto che un’azione così semplice e scontata come il camminare, in realtà è molto importante e direi quasi indispensabile per la vita di tutti i giorni e che tutte quelle persone che hanno la fortuna di poterne usufruire, in realtà cerchino sempre la strada più veloce e soprattutto più facile. Il protagonista, che invece non ha la possibilità di camminare, riesce a capire la vera importanza. Verso fine video viene mostrato che l’uomo, probabilmente con tanta forza di volontà, indossa le protesi e cammina a fianco di tutte le altre persone, senza alcun problema fisico, che invece utilizzano le sedie a rotelle. Camilla Lazzari 2 G ITE " Carlo Matteucci "
27 - A Real Man - Il significato di questo video credo sia il fatto che nella società di oggi ci siano delle categorie ben precise (sebbene si stia combattendo da tanto tempo per la parità di sessi): gli uomini spesso pensano che se piangono o hanno altri comportamenti definiti più “da femmine”, non siano dei veri uomini. La stessa cosa per le donne. Il padre cerca anche di far capire al figlio che la vita non è facile, anzi proprio il contrario. La vita è difficile, bisogna saper gestire i momenti difficili e sapersi rialzare nei momenti brutti. La sorella cerca di dare conforto al fratello, quasi per fargli capire che a lei non importa se non si comporta come “un vero uomo”. Camilla Lazzari 2 G ITE " Carlo Matteucci "
26 - La mer a boire - C’è una ragazza che si addormenta e si ritrova in un’altra realtà, dove ogni cosa non sembra al proprio posto e dove tutto ciò che di solito sembra irrealizzabile, ora quasi ti sfiora.
poi si sveglia e la distanza da percorrere per raggiungere l’obiettivo è sempre nel punto più lontano ,sta a noi decidere quando colmarla. Ho visto il cortometraggio e ho pensato “questa sono io”. Mi ci ritrovo in quelle immagini,nonostante diano molti modi di essere interpretate. vorrei avere una voce nella testa che ogni giorno mi ricordi queste parole: “smetti di credere di non valere abbastanza...la vita è la partita che vale la pena giocare” Giada Ugolini ITC MATTEUCCI 2G
25 - Je suis - Quanto, rispetto a un tempo, la nostra società si è evoluta? Moltissimo, ma siamo sicuri che le innovazioni moderne siano progresso? Anche per cose effimere come l’apertura di un cancello oggi non si vuole faticare. Il video fa vedere come molto spesso le modernità tengano conto di aspetti superficiali della vita e non di quelli più importanti. È un video significativo e mirato. Giulia Lombini, Istituto tecnico tecnologico G. Marconi, 3A CH.
24 - Electrique - Nella vita ci saranno sempre delle sfide da superare e la forza di volontà è l’energia più potente che l’uomo possiede. Questa non va trovata in mezzi sempre più potenti e veloci, ma va ricercata in noi stessi; non dobbiamo cercare la competizione fine a se stessa, ma dobbiamo trovare strumenti che ci realizzino come esseri umani. Si comprende che la vera energia pulita e sana è quella “umana”. Ritengo che l’obiettivo prefissato dal protagonista sia quello di camminare di nuovo; appoggiare nuovamente i piedi a terra, suscita nel protagonista una sensazione di autonomia e libertà, che nessun mezzo elettrico può trasmettere. Per tale motivo, l’uomo cerca di ottenere la massima realizzazione personale, sfruttando le sue capacità psico-fisiche; solo quando si rimette in piedi, dopo sforzi e sudore, ha vinto la sfida più grande, quella con se stesso. Nelle ultime scene il protagonista non nasconde la sua protesi e ritorna a camminare. Da questi toccanti scatti, trapela la passione irrefrenabile per la vita. L’energia personale non arriva dalla vittoria, sono le lotte a sviluppare la forza; quando si attraversano delle avversità e si decide di non arrendersi, è quella la forza! Gabriele Cangini
2C MC ITTS MARCONI
23 - Les addictions des temps modernes - Problematica ormai inconsapevolmente diffusa è quella dell’ossessione dal cellulare che condiziona radicalmente le nostre giornate. I giovani sono, come il video dimostra, i più affetti da un questa ‘’patologia’’ probabilmente perché nati con il dispositivo in mano. Il video ci fa capire tutto ciò esagerando, in primo luogo, il fenomeno e poi mostrandoci una situazione tipica, mirando il significato da trasmettere. Giulia Lombini, Istituto tecnico tecnologico G. Marconi, 3A CH
22 - Quarantine Chorus - Il video rappresenta una situazione che si è verificata durante il lockdown. Il detto ‘’ i piccoli gesti sono importanti ‘’ è stato confermato dal bellissimo ‘’evento ‘’ rappresentato nel video: in Italia, le persone, la sera, si affacciavano al balcone e cantavano all’unisono celebri canzoni. Ciò rappresenta che anche nei momenti difficili c’è speranza. Giulia Lombini, Istituto tecnico tecnologico G. Marconi, 3A
21 - 2 minutes 20 - Lancette, ticchettii e dodici numeri che quotidianamente scandiscono la nostra vita in maniera rigorosa. La sveglia, l’orologio da polso e mille impegni ci hanno fatto perdere senso della vita. Il video in questione non poteva rappresentare in modo migliore questo concetto: un mondo circondato da persone senza una visione razionale, ma chiusa nei suoi impegni scanditi dal tempo. Giulia Lombini, Istituto tecnico tecnologico G. Marconi, 3A CH.
20 - 2 minutes 20 - Tempo. Governa le nostre vite senza che noi ce ne rendiamo conto, passiamo la vita a rincorrerlo perchè non è mai abbastanza. Condiziona ogni nostro istante, ci spaventa, ci terrorizza perchè lui va avanti e noi non possiamo fermarlo possiamo solo cercare di usarlo al meglio. Lombardi Sara studentessa dell ITIS di forlì
19 - A real man - You’re not a girl. Viviamo in una società sessista. Se sei uomo non puoi piangere, non devi dimostrarti debole, non sei una donna. Questo è il messaggio che il padre trasmette al figlio con la frase “ You’re not a girl”. Lombardi Sara studentessa dell ITIS di forlì
18 - We are distinguish - Non siamo tutti uguali e non dobbiamo esserlo, ognuno di noi deve essere sè stesso anche a costo di andare contro la massa. La società ci impone degli schemi da seguire ma spesso seguirlo comporta andare contro quello che si è, e allora ci si trova davanti a un bivio…. seguo la massa .. o resto me stesso..? Lombardi Sara studentessa dell ITIS di forlì
17 - Les addictions des temps modernes - Il cellulare è diventato nel giro di pochi anni un oggetto di cui nessuno più riesce a farne a meno. Il corto metraggio di Oliveira mette a fuoco, in poco più di due minuti, l’utilizzo inconsueto, inopportuno, fuori luogo che una ragazza riesce a mettere in atto durante un’ipotetica giornata di studio, lavoro e relax, che vive in un sogno. Si può affermare che: caffè, vino, alcool, sigaretta e cocaina sono da sempre considerate sostanze che, introdotte nell’organismo di un uomo o di una donna, riescono a creare livelli di dipendenza dovuti ai cambiamenti che queste droghe provocano. Nelle quattro scene principali del video il cellulare è il principale protagonista delle inquadrature del regista: lo sguardo dello spettatore, cade sempre sul cellulare che ad esempio, viene stranamente bevuto e fumato senza che i protagonisti se ne rendano conto. L’uso eccessivo del cellulare durante le abituali attività della protagonista, possono condizionare a tal punto il cervello da trasformare un sogno in un incubo. Il risveglio, o meglio il finale del corto, ci lascia tutti più perplessi e ancora più pensierosi: ma perché la ragazza dorme col cellulare nel letto? Perchè invece di scendere dal letto e andare a fare colazione preferisce spingere il tasto e continuare l’incubo ad occhi aperti? - Tommaso Palmieri 2^C I.T.T.S “Guglielmo Marconi”
16 - Dialog - Un tuffo in India. Gli inconfondibili colori e i singolari rumori di una terra tanto distante, resa vicina da un cortometraggio brillante. - Chiara Lorenzi I.T.T.S Guglielmo Marconi Forlì 3°A ch
15 - Je suis une poussière d’étoile - Una buffa storia che ti strappa un sorriso. Un inconveniente non da poco per Tom, Charlie e il piccolo cagnolino che si trovava nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Chiara Lorenzi I.T.T.S Guglielmo Marconi Forlì 3°A ch
14 - Les Addictions des Temps Modernes - La vita di tutti i giorni non viene più vissuta a pieno, come se ci fosse dinanzi uno schermo. Proprio come la ragazza protagonista di un cortometraggio assai simpatico quanto riflessivo. Chiara Lorenzi I.T.T.S Guglielmo Marconi Forlì 3°A ch
13 - Quand je serai grand - A volte i sogni non diventano realtà. Dipende solo da noi stessi e dalla nostra determinazione. Che tu voglia andare su Marte o fare un umile lavoro, la strada è ardua, ma mai perdere di vista l'obiettivo. Chiara Lorenzi I.T.T.S Guglielmo Marconi Forlì 3°A ch
12 - Quand Je Serai Grand - Cortometraggio di grande impatto, che mostra sia il cambiamento di mentalità durante la crescita nell'avere sogni diversi da quelli dell'infanzia, sia la capacità di impegnarsi per raggiungere il proprio obiettivo persino dopo un lungo arco di tempo. Valbonesi Laura I.T.T.S. G. Marconi Classe 3ACH
11 - Electrique - In questo cortometraggio si capisce l'importanza del proprio corpo e di quanto sia gratificante potersi spostare secondo la propria volontà senza l'ausilio di mezzi artificiali, che molto spesso le persone danno per scontato. Valbonesi Laura I.T.T.S. G. Marconi Classe 3ACH
10 - A real Man - In questo cortometraggio si percepisce quanto un'educazione sbagliata possa avere un impatto negativo sui bambini, che crescono con ideali considerati normali dalla società, ma che spesso portano al non condividere emozioni con gli altri, perciò una conseguente chiusura in se stessi. Valbonesi Laura I.T.T.S. G. Marconi Classe 3ACH
9 - We are distinguish - Cortometraggio in cui viene sottolineato il valore di essere sempre se stessi, di non ascoltare ciò che pensano gli altri, di distinguersi facendo ciò che si ama e trovare la propria strada. Valbonesi Laura I.T.T.S. G. Marconi Classe 3ACH
8 - Les addictions des tempes modernes - Il cortometraggio "Les addictions des tempes modernes" rappresenta il modo di come una ragazza utilizza il cellulare durante una giornata, di come questo piccolo oggetto tecnologico, sia così potente da renderla schiava, riuscendo a farle cambiare tutte le sue abitudini quotidiane, fino ad arrivare a raffigurarlo come una droga. L'utilizzo del cellulare oggi si è trasformato da uso ad abuso, ha cambiato radicalmente la vita dell'uomo. Su questo dobbiamo tutti riflettere, dovremmo capire che è un ottimo dispositivo tecnologico se lo usassimo come mezzo di comunicazione, evitando azioni e attività superflue. Non deve essere una dipendenza! Francesco Pironi - ITT Guglielmo Marconi di Forlì, 2C
7 - 2 minutes 20 - Ho deciso di recensire questo determinato video perché prende in considerazione la vita di tutte le persone appartenenti a quest’ epoca. Infatti nel video si può notare come, la vita del protagonista, sia sempre a contatto con orologi o sveglie che, a mio parere, stanno ad indicare come la nostra quotidianità stia diventando sempre più monotona e ripetitiva, dipendendo sempre di più da ore, minuti e secondi. Questa situazione ci porta a vivere come in una prigione, come fa vedere nel video e, finché non riusciremo a liberarci di questa ripetitività, non saremo mai liberi. - Stefano Roncucci ITTS G. Marconi Forlì - 2°C MC
6 - 2 minutes 20 - Questo cortometraggio è fatto molto bene e gli ho attribuito un significato molto profondo per me. La storia è incentrata sul tempo, tutti i giorni passa tempo che non tornerà indietro. A vedere il personaggio che ha una vita così noiosa e monotona mi fa rabbia perchè i genitori non sono infiniti purtroppo, passarci più tempo insieme renderebbe più felici noi e loro.Noi siamo obbligati a fare i nostri doveri o hobby perché senza lavoro e soldi non si va avanti. Tutto questo insieme sottrae ulteriore tempo a cose umanamente più importanti dal mio punto di vista. La fine mi piace molto perché da senso di rinascita, si toglie l'orologio e cammina verso uno sfondo bianco che ricorda la libertà. - Michele Bellavista della 2 C ITIS
5 - Electrique - elettricità, movimento. Il corto scritto da Francois Le Guen e da Adrien Percerou non è un filmato di rassegnazione, bensì di rinascita e rivincita. L’umorismo degli autori, facendoci sentire a nostro agio, ci trascina all’interno della forza di volontà del protagonista, che è più forte della stessa, veloce comodità elettrica. Meglio essere dei normodotati che volendo andare più veloci sono disposti ad utilizzare una motocarrozzetta per disabili, oppure essere degli individui con problemi fisici che razionalmente hanno avuto il coraggio di elevarsi e camminare? L’uomo è più forte della banale tecnologia che ci circonda. - Battistini Pietro 5°ACH ITIS G. Marconi Forlì (FC)
4 - Grief - Istanti di vita visti al rallentatore, tramite un retro-filmato. Il corto, realizzato da Ben Brand, con la collaborazione con Pathè film, compone uno sguardo d’insieme spaziale diverso. Avete presente che noi , gettando la plastica in mare, la ritroviamo sottoforma di microplastiche nel pesce? In questo cortometraggio animato, con maestria e precisione, è la stessa vita che entra a far parte di quella di un pesce, ritornando al punto di partenza. - Battistini Pietro 5°ACH ITIS G. Marconi Forlì (FC)
3 - Pile - Tutto parte della campagna, dal mare, dai contadini, dai pescatori. Il cortometraggio PILE, prodotto dalla Gan animation con i suoni di Ben Goodall, racconta il progresso della società, ammassandola insieme in “pile” disordinate, perché non simmetriche, ma perfettamente ordinate cronologicamente. Dalla tranquillità naturale, la civiltà di è spinta verso la frenesia e il fanatismo della giungla urbana e del consumismo, esasperando le proprie azioni e con esse i fatti di ogni giorno. La Gan animation propone nel suo corto la più seria attualità rivisitandola in chiave digitale, infantile, imbruttendola, affinchè lo spettatore possa per lo meno percepire ciò che stiamo diventando. - Battistini Pietro 5°ACH ITIS G. Marconi Forlì (FC)
2 - Urbanality - Basta poco per poter vedere la città con luci diverse. Questo è ciò che ci vuol insegnare il registra Evan McInnes con il suo cortometraggio. L’urbanizzazione aggressiva, indiscriminata e irrazionale, nel corso dei decenni, ha portato all’ eliminazione di aree verdi, nelle quali respirare a pieni polmoni, staccando dalla routine quotidiana. Negli ultimi anni i governi hanno spinto per le tecnologie sostenibili e il rispetto dell’ambiente. Ci vorrebbe oltre alla “grande mano” del corto le nostre mani per uscire dagli schemi e dalle nostre vite grigie, rinchiusi nella banalità della città , della sua vita e andare verso un futuro sostenibile. Uscire dalla noia degli smartphone per ammirare il mare, il perfetto esempio di equilibrio tra noi e madre terra - Battistini Pietro 5°ACH ITIS G. Marconi Forlì (FC)
1 - Je suis si loin - Un anziano signore con qualche difficoltà motoria, deve uscire di casa superando l’ostacolo di un cancello automatico che si chiude sempre troppo in fretta. Non ce la fa, ma non si dà per vinto. Nei giorni seguenti chiede aiuto ad altri signori anziani con problemi di mobilità, come lui, e insieme raggiungono l’obbiettivo della libertà fuori casa. L’unione fa la forza anche nelle difficoltà oggettive e pratiche della vita…A volte però, ci si mette di mezzo la memoria… Luca Santone-Itis Marconi 2^C Meccanica
